Sicurezza
Torna sotto la lente della Corte dei conti il consuntivo 2010
Il 17 aprile si riunisce a Firenze la sezione controllo molti gli appunti mossi alla gestione del Comune di Pescia
PESCIA. La Corte dei Conti avvisa il Comune: il 17 aprile l’istruttoria sul consuntivo 2010 verrà portata all’attenzione della “Sezione controllo” per valutare la possibilità di una nuova pronuncia nei confronti dell’ente.
Torna quindi a far discutere il bilancio 2010, chiusosi con un disavanzo di 1.600.000 euro. La Sezione di controllo della Regione ha predisposto una bozza di pronuncia, che verrà discussa appunto martedì 17 e che contiene tutta una serie di criticità sulla gestione finanziaria del Comune nel periodo 2008-2010, con particolare riferimento all'ultimo dei tre anni.
Al Comune viene comunque data la possibilità di fornire le proprie controdeduzioni entro il 6 aprile. L’amministrazione dunque torna a preoccuparsi, visto che finora il piano di rientro dal disavanzo, che puntava soprattutto sulle alienazioni, non si è rivelato efficace. È presto però per gridare la fallimento. Occorre infatti ricordare che le pronunce della Corte dei Conti sono previste sia in caso di irregolarità gravi, ma anche in casi meno gravi, e che la Corte considera gravi anche irregolarità contabili che di per sé non lo sarebbero, ma potenzialmente rischiose per gli equilibri di bilancio.
Inoltre una pronuncia della Corte dei Conti ha soprattutto il compito di avvisare l’ente e di promuovere eventuali misure correttive, e solo in casi estremi, quando risultino comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, squilibri strutturali di bilancio e violazioni degli obiettivi della finanza pubblica, si passa all’avvio di procedure che coinvolgano il Prefetto.
Ma cosa contiene questa bozza di delibera? Qui si punta il dito soprattutto sul disavanzo d’amministrazione 2010, «generato dalla gestione di competenza e dalla gestione dei residui» che «induce a una valutazione complessivamente negativa in termini di sana gestione finanziaria e di mantenimento degli equilibri di bilancio negli esercizi futuri».
Inoltre «il saldo contabile tra le partite residuali attive e passive risulta negativo», un fenomeno che presuppone una sostanziale incapacità dell’ente di far fronte agli impegni finanziari assunti. Vengono infine evidenziati «rischi per la tenuta finanziaria dell'ente», legati al ricorso sistematico all’anticipazione di cassa, e «difficoltà nella gestione delle entrate».
Insomma una serie di note dolenti, che si aggiunge all’altra difficile partita, quella dei debiti fuori bilancio.
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