Sicurezza
Addio a Mauro Dania una voce critica in difesa della città
Titolare del negozio Superottica di via San Martino aveva fondato e animato numerosi comitati locali
MONTECATINI. È morto uno dei commercianti storici di Montecatini, e con lui si è spenta una delle voci critiche della città. Mauro Dania ci ha lasciati a 75 anni giovedì 22 marzo, ma rispettando le sue volontà solo ieri la moglie Gigliola e il figlio Claudio hanno reso pubblica la notizia. E lo hanno fatto ringraziando il dottor Alberto Bologna e tutto il personale dell’Hospice di Spicchio, dove Mauro ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita.
Ha combattutto a lungo contro il male, che lo aveva colpito non molto tempo dopo aver chiuso la sua attività: la Superottica di via San Martino, che aveva gestito per 40 anni. E dal suo negozio-laboratorio in quella che ai suoi tempi era una delle strade più vitali del centro, Dania aveva organizzato tante battaglie in difesa della categoria dei commercianti, ma più in generale della città. Perché Montecatini era il suo più grande amore, anche se certamente non l’unico. È quasi impossibile etichettarlo: negoziante e ottico optometrista, sì, ma anche scrittore, studioso di storia locale, intrattenitore. Negli anni ’70 aveva fatto anche il deejay in emittenti private di successo, compresa Radiomontecatini. E questa sua esperienza gli sarebbe stata utile più tardi quando, a più riprese, avrebbe animato serate culturali, o anche solo ludiche, quasi sempre con uno scopo benefico. Un’altra sua grande passione era lo sport: aveva allenato la Polisportiva Montecatini di volley, ma soprattutto era innamorato della sua Inter, della quale aveva seguito tutti gli appuntamenti più significativi diventando amico di giocatori e dirigenti.
Ma dicevamo dello spirito critico di Dania. A lungo nell’As.com e poi in Confesercenti, aveva però anche fondato movimenti di cittadini. Ricordiamo ad esempio il Mormo (Movimento rinascita Montecatini), e più tardi Sos Montecatini. E con i suoi colleghi e collaboratori aveva ideato tantissime iniziative, anche clamorose. Come quando, negli anni Novanta, si fece fotografare mentre donava il sangue, come forma di protesta verso le tasse che appunto dissanguavano (anche a quei tempi!) i cittadini. Un’iniziativa che fu riportata da tutti i giornali dell’epoca. La sua non era però una verve polemica fine a se stessa, ma sempre destinata a rappresentare uno stimolo verso i politici e gli amministratori per cercare di migliorare la città, per non dispenderne il patrimonio di bellezza e di signorilità.
E continuò a contribuire vestendo anche i panni dello scrittore, partecipando a concorsi letterari con i suoi volumi sulla storia locale. E quelli del volontario: con l’associazione Terza mano organizzò raccolte di fondi soprattutto a favore della casa di riposo di Montecatini Alto. Ed è a poca distanza da quegli anziani che ora riposa, dopo una funzione privata per sua scelta lontana dai riconoscimenti pubblici che avrebbe certamente avuto.(a.g.)
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