Il Tirreno

Montecatini

Subito l’auditorium per il decollo delle attività legate ai congressi

di Marco Innocenti
Subito l’auditorium per il decollo delle attività legate ai congressi

Il presidente del Convention Bureau: «Poter disporre di un complesso capace di novecento posti e dotato di moderne tecnologie e servizi ci consentirebbe di fare il salto di qualità necessario»

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PISTOIA. Convegnistica, eventi spalmati su tutto l’arco della stagione, coordinamento delle iniziative, comunicazione e promozione. Stanno nell’insieme di questi requisiti le vere possibilità di rilancio da affiancare all’auspicata ripresa delle attività termali sulla scia dei fasti del passato. Fabrizio Raffaelli, presidente del Convention Bureau, ha ben chiaro il quadro delle cose da fare e delle priorità, se si vuole assicurare a Montecatini l’incremento del flusso turistico di qualità di cui si avverte un gran bisogno nel momento in cui della crisi si risente anche nel commercio e nel settore alberghiero.

«Certamente è fondamentale il completamento del progetto e del piano industriale per le Leopoldine e gli altri stabilimenti termali nel complesso – spiega Raffaelli – ma è altrettanto necessario che accanto all’offerta per cure e benessere in centri di grande fascino e richiamo ci siano eventi, convegni e iniziative che attirano visitatori. Le due attività si compensano e si sostengono a vicenda».

Ritiene davvero che nel termalismo ci possa essere la ripresa agognata?

«Alla crisi del settore si è cercato di sopperire con l’incremento delle gite (soprattutto scolastiche) di inizio primavera, poi con i gruppi di anziani nel mese di luglio (mandati in gran parte dai Comuni) e quindi con i gruppi nazionali e internazionali dei tour operator che qui trovano una bella città ricca di offerte, ben collocata, accogliente e a buon mercato rispetto a Firenze e ad altre realtà vicine. Tutto serve, ma è un turismo medio-basso. Per mirare al ritorno massiccio del flusso di qualità che caratterizzava il passato è necessario avere un’offerta più competitiva. In questa direzione va lo sforzo delle Terme di ristrutturare gli impianti per garantire servizi mirati al benessere e al divertimento di assoluta qualità. Solo in questo modo si può reggere il confronto con altri centri e strutture sorti ovunque e molto aggressivi sul mercato. Vede, un terzo del patrimonio della città è delle Terme e richiede investimenti continui per costi di gestione enormi. Vicende di un recente passato e gestioni fallimentari hanno complicato la situazione. Ora ne stiamo uscendo: se il piano industriale andrà a buon fine ci sono le prospettive per una vera ripresa».

Dodicimila posti letto, posizione invidiabile, bellezze naturali e verde di rara efficacia e, presto, terme all’avanguardia. Convincere società e gruppi a organizzare congressi in questo contesto non dovrebbe essere difficile.

«Dobbiamo fare i conti con la grande concorrenza che c’è in questo settore anche da parte di privati, non solo sulle tariffe. E anche con qualche limite strutturale. Arriviamo a circa 700 posti (ampliabili grazie a locali modulari) nel Palazzo dei congressi che però ha alti costi di gestione; ci sono strutture importanti come quelle dell’Hotel Vittoria o il Palaterme che, in accordo con la società di basket, riusciamo a utilizzare per grandi riunioni. E non vanno dimenticate le sale delle terme. Ma se vogliamo stare al passo dei concorrenti queste strutture sono da ammodernare. E soprattutto sarebbe necessario poter disporre dell’Auditorium che sta realizzando la Provincia».

Si dice da tempo che è quasi pronto, ma ancora non è agibile. A che punto siamo?

«Anche a noi risulta che siamo in dirittura finale, sento parlare di bando per la gara di affidamento. Poterne disporre sarebbe un gran vantaggio: ha circa 900 posti con strutture, tecnologie e servizi in grado di tenere testa alla concorrenza».

Come promuovete la convegnistica nella situazione attuale?

«Intanto ci sono le richieste dirette che arrivano da società, gruppi e operatori. L’immagine di Montecatini è ancora forte e in grado di attrarre, ci ha giovato molto anche la trasmissione Rai per Miss Italia. Noi ci muoviamo su fiere, workshop, incontri, Internet grazie ai fondi che mette a disposizione la Regione, da dividere con gli altri Convention Bureau della Toscana».

Dopo gli anni dei grandi attori che si facevano fotografare alle Terme o in città, finiti i film e gli spot girati a Montecatini, c’è stato come un periodo di oblio. Può bastare Miss Italia a riportare l’attenzione sul nostro territorio?

«L’apporto della trasmissione è indiscutibilmente un ottimo trampolino di lancio. Ne abbiamo avuto conferma ovunque abbiamo fatto promozione dopo l’evento. Per questo ripeteremo l’esperimento quest’anno. E contiamo su una collaborazione ancora più convinta da parte di tutti i soggetti interessati: l’apporto dei vivaisti che hanno reso così bella e accogliente la città è stato utilissimo, e anche per le aziende di quel settore l’iniziativa si è rivelata una vetrina sensazionale. Ma non puntiamo solo su Miss Italia. Ci daranno grande visibilità anche i mondiali di ciclismo nel 2013 e aumentano la capacità di attrarre presenze illustri come quella della first lady russa. Oltretutto è proprio dal suo Paese che ci aspettiamo nuovi e importanti flussi di turismo».

Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità?

«La convinzione, e di conseguenza l’impegno, per avere una strategia comune e coordinata per l’individuazione di eventi, la calendarizzazione delle manifestazioni, la comunicazione e la promozione. Accanto a migliori servizi nell’accoglienza, anche per i pullman dei gruppi».

Da più parti si indica la necessità di creare strutture stabili che possano sopperire alla chiusura delle Apt. Città vicine, come Lucca, stanno istituendo fondazioni apposite che raccolgano enti e operatori. Ritiene che siano esempi da seguire?

«Un organismo permanente, dotato di strutture e professionalità agevolerebbe certo il confronto e poi le decisioni da prendere nell’ottica del miglior coordinamento possibile su proposte, risorse, gestione, comunicazione e promozione».

Potrebbe essere il Convention Bureau ad esercitare questa funzione?

«Nel rispetto delle norme che disciplinano il nostro settore penso che sarebbe una scelta possibile, con una sua logica. Sempre che sia condivisa da tutti e non fonte di contrapposizioni».

Per anni si è vagheggiato di un polo fiere a Montecatini, poi è caduto il silenzio. Perché?

«In Toscana ci sono già i centri di Firenze, Carrara e Arezzo. La gestione di queste strutture è complessa e dispendiosa. Stentano al nord e non decollano in genere al centro-sud. Sinceramente non vedo grandi spazi per un polo fiere a Montecatini».

Eppure ancora qualche discorso sull’utilizzo eventuale dell’area dell ippodromo – se venisse definitivamente dismessa – ancora si sente.

«Guardi, anche ammesso che davvero l’ippodromo cessi l’attività e il privato proprietario intenda cederlo, non credo che sarebbe utile realizzarvi un polo fieristico. Lo vedrei piuttosto un centro ideale per lo sviluppo del turismo sportivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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