Sicurezza
«Bus mai in orario: fermi in piazza e col motore acceso»
MONTECATINI. «Capisco bene che lavorare al giorno d'oggi per il servizio di trasporto pubblico locale sia abbastanza deprimente, ma deprimente è anche servirsi dei bus ormai ridotti a carri bestiame»....
MONTECATINI. «Capisco bene che lavorare al giorno d'oggi per il servizio di trasporto pubblico locale sia abbastanza deprimente, ma deprimente è anche servirsi dei bus ormai ridotti a carri bestiame».
La protesta, l’ennesima, sulla situazione del trasporto pubblico locale questa volta arriva da Cinzia Silvestri. E si riferisce alla linea linea Montevettolini/Grotta Giusti - Montecatini Alto, con alta frequenza nelle ore di entrata ed uscita scolastiche, «e che è spesso soggetta a ritardi incomprensibili», sottolinea Silvestri.
Ed ecco la storia di ieri: «Il bus che parte da Grotta Giusti alle 10,52, solitamente semideserto, attende in piazza Italia a Montecatini di ripartire all'orario indicato sul tabellone: le 11,36. La cosa particolare accaduta ieri, ma anche in passato, è che in realtà riprende la corsa più tardi e non si capisce perché; e men che meno lo capiscono i turisti (pochi, ma ci sono) che salgono da questa fermata per recarsi a Montecatini Alto)».
Insomma, ieri mattina il bus è arrivato alle 10,24, poi «l'autista si è allontanato, lasciando il motore acceso (e sarebbe stato comico se a un matto di quelli che girano in stazione gli fosse preso il ghiribizzo di salire per provare il brivido di emulare l'autista). Alle 11,36 all'orizzonte c'era un gruppo di autisti che parlavano, ma alla guida non c'era ancora nessuno. Alle 11,47 il pullman, pronto per la partenza, stazionava sempre al n. 5 e la sottoscritta, malgrado la sciatica, ha preferito raggiungere via Manin a piedi. Una gita salutare: dopo qualche minuto, mentre percorrevo corso Matteotti, il bussino è passato, vuoto (ero l'unica passeggera)».
Cinzia Silvestri conclude con una riflessione: «Questi sono gli incentivi per convincere le persone che studiano o lavorano a utilizzare il trasporto pubblico? E non mi sforzo neanche di fare reclamo all'azienda, considerate le laconiche ed evasive risposte che riservano all'utenza. Sicuramente gli autisti faranno quanto stabilito nell'ordine di servizio, mi domando però se sia giusto che la collettività paghi lo spreco di carburante per una macchina tenuta ferma nel piazzale oltre venti minuti a motore acceso. Senza considerare il danno ben più grave all'ambiente per gli scarichi inquinanti di mezzi, le cui condizioni parlano da sole».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google