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A nove anni dalla rapina aspetta ancora giustizia

A nove anni dalla rapina aspetta ancora giustizia

Riconobbe subito l’uomo che lo colpì con un pugno e poi lo derubò L’udienza dal Gup arriva dopo quasi un decennio di assoluto silenzio

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PONTE BUGGIANESE. Sembrava un caso semplice: un uomo rapinato che riconosce chi lo ha aggredito e derubato. Un caso di quelli che non richiedono grandi sforzi investigativi prima di arrivare al passaggio giudiziario. Eppure da qualche parte questo meccanismo, all’apparenza lineare, si è inceppato. È il caso di Franco Paolo Lenzi, la vittima di quella rapina che da nove anni attende giustizia.

Di quanto sia accaduto nel frattempo non ha saputo più nulla, fino a quando, pochi giorni fa, non ha ricevuto una raccomandata per avvisarlo che l’8 maggio, al tribunale di Pistoia, si sarebbe tenuta l’udienza del giudice per le udienze preliminari per esaminare il suo caso. In quella circostanza il Gup dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno colui che Lenzi aveva riconosciuto come autore della rapina: un uomo di 43 anni, di origine serba, che all’epoca dei fatti viveva ad Altopascio.

Quella persona, che attualmente vivrebbe in Valdinievole, risulta però “irreperibile” secondo quanto si legge sull’atto giudiziario.

Un tempo d’attesa che appare incomprensibile agli occhi della vittima: «Era l’aprile del 2003 – racconta Lenzi – quando fui aggredito, colpito con un pugno in faccia e poi derubato del denaro che avevo con me».

La rapina, avvenuta a Ponte Buggianese, fruttò un bottino di alcune migliaia di euro («Di cui non si è saputo più nulla»). Immediata la denuncia, con la vittima che individuò il suo aggressore: «Mi fecero vedere le foto segnaletiche, e lo riconobbi subito». Un caso semplice appunto, poi però sull’intera vicenda calò il silenzio.

Paradossalmente l’arrivo della raccomandata, con la notizia che il suo caso sarebbe arrivato finalmente davanti al giudice, ha trasformato quello che era un bruttissimo ricordo in rabbia: «Come è possibile – si chiede infatti Lenzi – che con tutti gli elementi a disposizione ci siano voluti quasi 10 anni?».

E non è affatto detto che la vicenda si chiuda l’8 maggio. Il Gup sarà chiamato a decidere sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio che potrebbe essere avanzata dal pubblico ministero. C’è anche la possibilità di una richiesta di patteggiamento da parte dell’imputato. Imputato che però, al momento, risulta senza fissa dimora e quindi, come si legge sull’atto giudiziario,è irreperibile.

In ogni caso la sensazione provata da Lenzi è quella della persona che, almeno fino ad ora, non ha avuto giustizia, e che non è nemmeno troppo ottimista sul futuro: «Nessuno mi ha mai detto niente di quanto stava succedendo, di come si stavano sviluppando le indagini. Questo vuol dire anche che il mio aggressore, se risulterà colpevole, per tutto questo tempo ha potuto muoversi indisturbato. A questo punto non so più cosa fare (la sua presenza all’udienza preliminare non è nemmeno obbligatoria ndr), se è il caso di rivolgermi a un avvocato. Non so se quanto mi è accaduto sia una cosa normale, di certo mi sta facendo riflettere sul funzionamento della giustizia nel nostro paese».

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