Trasporti
Case affittate a prostitute clandestine
A giudizio in undici, due patteggiamenti e quattordici proscioglimenti dalle accuse di favoreggiamento e sfruttamento
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MONTECATINI. Il business delle case affittate a trans e prostitute clandestine, ma intestate a prestanome, finisce in Tribunale dopo la prima trance di patteggiamenti e riti abbreviati scaturiti dall’inchiesta “Big mama” condotta dai carabinieri su un arco temporale esteso dal 2000 al giugno 2009.
Il gip Luciano Costantini ha rinviato a giudizio undici persone, disposto il non luogo a procedere per tredici imputati (uno era già stato assolto in abbreviato) e accolto due patteggiamenti. La prima udienza è fissata per il 10 luglio.
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