Il Tirreno

Montecatini

Debiti, fornitori in affanno a causa dei mancati saldi

Debiti, fornitori in affanno a causa dei mancati saldi

Pescia Democratica: «La giunta faccia chiarezza sul deficit Sappiamo di privati che hanno cessato di servire il Comune»

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. A quanto ammontano i debiti che il Comune di Pescia ha nei confronti dei suoi fornitori?

Se lo chiede il gruppo consiliare di Pescia Democratica che ha deciso di presentare un'interrogazione sull'argomento che verrà portata nel prossimo consiglio comunale durante il quale si parlerà proprio di bilancio.

«Numerosi fornitori del Comune – si legge nell'interpellanza rivolta al sindaco Roberta Marchi – stanno lamentando grosse difficoltà per il mancato pagamento dei loro crediti. Ci consta che alcuni, a seguito dell'assoluta mancanza di fiducia nei confronti del loro Comune, hanno addirittura interrotto le proprie forniture nei confronti dell'ente».

Il sindaco aveva più volte dichiarato in passato che proprio la sua amministrazione aveva iniziato a pagare i tanti fornitori che da anni facevano la fila di fronte a Palazzo del Vicario.

È anche vero che quello attuale è uno dei momenti di peggior crisi economica mai attraversati accentuato, sempre secondo l'attuale amministrazione, dalle fallimentari gestioni dei governi precedenti che hanno lasciato la città carica di debiti.

Situazione riconosciuta, solo in parte però, anche da Pescia Democratica.

«Sappiamo – continua il documento presentato dal gruppo di opposizione – che il Comune non riesce a rientrare dall'anticipazione di cassa che ormai ha perduto la propria natura di copertura di una momentanea deficienza di liquidità ed è divenuto un debito consolidato che si attesta costantemente intorno ai 2-2,5 milioni di euro. Sappiamo che una gestione scellerata della sua e delle pregresse amministrazioni ha determinato un deficit di bilancio di 1,6 milioni di euro e di oltre 1 milione di euro di debiti fuori bilancio che dovranno essere coperti quasi integralmente nell'anno in corso e nel 2013, sappiamo che la sua amministrazione non è ancora riuscita e vendere alcunché del patrimonio comunale, sappiamo che i trasferimenti da parte dello Stato saranno ulteriormente ridotti di circa 600mila euro e sappiamo infine che per fare fronte alle sole spese correnti e quindi personale e costi dei servizi, senza nemmeno ipotizzare alcun intervento di investimento, il Comune sarà costretto ad aumentare tutte le aliquote ( Imu, Tarsu, ecc. ) e il costo dei servizi».

Una situazione che così descritta pare essere arrivata al limite e che porta il gruppo di Pescia Democratica alla richiesta di «fare chiarezza sull'ammontare complessivo di tutti i debiti liquidi ed esigibili maturati a carico dell'ente e sui i criteri che ispirano l'amministrazione nella scelta delle priorità per dare corso all'erogazione a favore dei creditori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini