Il Tirreno

Montecatini

Sequestrato un ristorante nel blitz anti-camorra

Sequestrato un ristorante nel blitz anti-camorra

Sigilli della Finanza alle quote della Larox Srl per un valore di 1,6 milioni di euro La società è proprietaria del “Donchisciotte” di piazza del Popolo

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il cambio societario avvenuto poco prima del blitz l’aveva messa al riparo dall’ondata di sequestri eseguiti dalla Guardia di finanza nell’operazione anti-camorra “Ronzinante” nei confronti del gruppo Terracciano di Prato. Ma i finanzieri della polizia tributaria di Firenze sono andati avanti nelle indagini e alla fine hanno allungato l’elenco dei beni sotto sigilli sequestrando le quote della Larox Srl, società titolare del ristorante-pizzeria “Donchisciotte” in piazza del Popolo. L’attività prosegue regolarmente anche se gli incassi vengono gestiti da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. Il sequestro, per un valore di 1,6 milioni di euro, è stato illustrato a Firenze dal tenente colonnello del Gico, Antonino Raimondo.

Secondo l’accusa delle Fiamme Gialle, convalidata dal gip del Tribunale fiorentino che ha firmato il provvedimento, anche se la Larox Srl è intestata a una persona formalmente estranea alle contestazioni mosse dalla Procura, è di fatto riconducibile a Paolo Posillico, 41 anni, di Prato, considerato vicino alla famiglia Terracciano.

«Il prosieguo delle indagini ha permesso di rilevare che un ulteriore soggetto legato al clan possedeva, per interposta persona, beni e conti correnti bancari – spiegano i finanzieri fiorentini –. In particolare al soggetto erano riconducibile una società di ristorazione di Montecatini nonché tre conti correnti bancari intestati a tre ulteriori esercizi commerciali di Firenze, Campi Bisenzio e Barberino di Mugello, oggetto di sequestro nella prima operazione del 29 febbraio».

Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato quantificato in 1.655.400 euro di cui 1.650.000 euro per l'azienda di ristorazione e 5.400 euro come saldo dei tre conti correnti bancari. Il denaro fino a questo momento sequestrato sui conti correnti del gruppo Terracciano ammonta a oltre 116.000 euro. Mentre nel suo insieme l’operazione ha portato al sequestro di beni per oltre 42,7 milioni di euro.

Stando alla Procura antimafia il capitale per dare vita alla catena di pizzerie Donchisciotte messa in piedi da Paolo Posillico arriverebbe dai Terracciano, uomini d’affari in odore di camorra. Ipotesi respinta dall’imprenditore che al tempo del blitz di febbraio dichiarò di aver iniziato firmando un sacco di cambiali e di non aver mai visto soldi dei Terracciano.

Pietro Barghigiani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web