Proteste
Calciatore senza rene, il padre: «È tranquillo e recupera»
MONSUMMANO. Recupero netto anche se resta in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del Ceppo. L’intervento di asportazione del rene destro si è concluso senza complicazioni per Anthony Gullo,...
MONSUMMANO. Recupero netto anche se resta in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del Ceppo.
L’intervento di asportazione del rene destro si è concluso senza complicazioni per Anthony Gullo, il 23enne calciatore del Levante, vittima di un infortunio di gioco domenica mattina a Castelmartini durante il match con il Valenzatico (Prima categoria Uisp).
Il bollettino medico è stringato e induce a un cauto ottimismo: «Si è risvegliato dall’anestesia, le condizioni sono stabili e la prognosi rimane riservata». Uno scrupolo precauzionale quello dei medici sulla prognosi che contano di far uscire Anthony dalla rianimazione entro la fine della settimana. Ieri mattina i genitori e la fidanzata sono andati a trovare lo sfortunato calciatore di Cintolese che lavora come operaio in un calzaturificio di Cerreto Guidi.
«Gli hanno tolto i tubi – spiega il padre Antonino –. Compatibilmente con la situazione l’ho trovato tranquillo. Si ricorda tutto sia della partita e dell’incidente in campo, sia di quello che ha fatto anche nei giorni precedenti. È un ragazzo forte e sta reagendo bene a quello che gli è capitato. Abbiamo parlato dell’episodio. Ero alla partita e ho visto la scena. Non c’è stata intenzionalità e poteva davvero succedere a chiunque. Mi ha ricordato la frase pronunciata dopo l’infortunio “Babbo te l’avevo detto che mi faceva male” e spero che tra qualche giorno esca dalla rianimazione».
Gullo, centrocampista in grado di giocare in scenari superiori al calcio amatoriale, ha iniziato nelle giovanili del Monsummano, poi è passato al Via Nova e alla Larcianese. Giocando nel Levante è riuscito a conciliare la passione per lo sport con il lavoro.
«Tornare in campo? Sinceramente è una domanda che non mi sono fatto e che non ho posto neanche ai medici – conclude il papà di Gullo –. L’importante è che si riprenda bene e torni in salute».
Pietro Barghigiani
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