Attenzione
Furto “elettronico” al cambiamonete
Gli impulsi inviati da un apparecchio letti come inserimento di banconote poi convertite in spiccioli. Arrestati due giovani
UZZANO. Sembrano, ma non sono. E la macchinetta, che alla fine tanto furba non è, abbocca e regala soldi. Far intendere di possedere denaro virtuale per ottenere quello reale. Non ci sono stregonerie nell’episodio concluso con l’arresto di due giovani albanesi di Ponte Buggianese. C’è il furto aggravato messo in atto con una tecnica curiosa: mandare impulsi elettronici con un marchingegno artigianale al cambiamonete posizionato accanto alla slot machine. La macchinetta “crede” di aver incassato le banconote e restituisce il corrispettivo in monete sonanti. Solo che quelle banconote non esistono.
È quello che hanno fatto venerdì intorno alle 16 i due extracomunitari - un 19enne è stato processo e ha patteggiato 10 mesi tornando in libertà un17enne è ai domiciliari - ai danni della tabaccheria “Il gatto e la volpe” sulla via Provinciale Lucchese a Santa Lucia. L’ingordigia li ha traditi. Prima la fuga e poi il fermo da parte dei carabinieri, a cui ha collaborato anche il commissariato di Pescia, ha messo fine al furto tecnologico. In questo caso l’arnese da scasso, da anni in uso nella comunità cinese, non era né un piede di porco, né un cacciavite. Era un dispositivo elettronico grande quanto un cellulare capace di ingannare il cambiamonete e mettere nelle tasche dei ladruncoli circa 800 euro.
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