Il Tirreno

Montecatini

L’ultimo articolo di Max addio al cronista-manager

di Pietro Barghigiani
L’ultimo articolo di Max addio al cronista-manager

Fatali le lesioni provocate dal bus nel tamponamento contro l’auto di Pellegrini Il decesso dopo la procedura di morte cerebrale, sì all’espianto degli organi

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MONTECATINI. Il miracolo non c’è stato. Dopo ventiquattrore di agonia senza mai riprendere conoscenza, Massimiliano Pellegrini, originario di Chiesina e residente a Carraia, è deceduto in rianimazione a Careggi. Aveva 41 anni, lavorava come capoarea alla sede di Firenze della Spe, la concessionaria di pubblicità de “La Nazione”, quotidiano per il quale da anni scriveva di sport, basket in particolare.

Morte cerebrale. Intorno a mezzogiorno è iniziata la procedura per l’accertamento della morte cerebrale che si è conclusa intorno alle sei del pomeriggio. Già in mattinata in familiari avevano autorizzato l’espianto degli organi. I medici di Careggi avevano sperato di poterlo strappare alla morte, ma in cuor loro erano consapevoli di un’impresa più vicina al miracolo che ai prodigi della scienza. Trascorsa la notte nessuno si era fatto illusioni sull’arrivo di quella notizia rifiutata fino all’ultimo che ha atterrito amici e colleghi.

L’incidente. Si sono rivelate devastanti le lesioni interne e alla testa provocate dal tamponamento sull’A11 della Mini Cooper di Pellegrini da parte del bus turistico diretto a Firenze. Il conducente, di Salerno, è indagato per omicidio colposo. Lo schianto è avvenuto verso le 9,30 all’altezza di Sesto Fiorentino. L’urto violentissimo con il pullman ha fatto carambolare la Mini sul new jersey centrale che divide le due carreggiate. La parte posteriore dell’auto si è accortocciata con le lamiere arrivate fino al conducente. Altre tre auto e quattro persone sono rimaste coinvolte, anche se in modo non grave. Pellegrini è andato in arresto cardiaco e dopo una rianimazione sul posto è stato trasferito a Careggi con l’elisoccorso Pegaso. L’équipe del Dea, dipartimento emergenza e urgenza, lo ha ricoverato in prognosi riservata. È rimasto attaccato alle macchine fino a quando i medici hanno escluso qualsiasi tipo di intervento che potesse salvarlo. Il destino ha deciso la sorte del manager pubblicitario che lascia la compagna Eny Paladini e il figlio 17enne di lei, Michael.

Chi era. Originario di Chiesina Uzzanese, Pellegrini da circa 17 anni lavorava alla concessionaria di pubblicità de “La Nazione”. Da qualche tempo si era trasferito in via del Blocco a Carraia, nel Comune di Capannori, dove viveva con Eny. Aveva iniziato da Montecatini la carriera di venditore. Poi si era trasferito nella sede più prestigiosa in piazza del Giglio a Lucca. Dalla fine del 2011 era stato promosso a Firenze. La passione per lo sport non lo aveva mai abbandonato e con scrupoloso da cronista attento raccontava per il suo giornale le imprese sportive della Valdinievole. Prima firma del basket montecatinese, ha seguito la parabola della palla a spicchi termale, dai fasti all’oblìo. Giovedì sera avrebbe dovuto essere al Palaterme per la gara dello Sporting Club. La cronaca ha raccontato un’altra storia.

I colleghi. Per i colleghi de “La Nazione” di Montecatini «la notizia del gravissimo incidente e poi della scomparsa di Max è stato un colpo durissimo. Per anni è stata una delle colonne portanti della nostra redazione sportiva come collaboratore, poi la scelta del lavoro di pubblicitario l'aveva allontanato fisicamente, anche se i contatti erano comunque giornalieri per seguire le vicende del basket termale. La giovialità che sprizzava Max era un autentico portento per tutti noi, e chi ci lavorava assieme non poteva che esserne amico. E per questo che ci mancherai tanto. Ciao Max». Oggi sarà decisa la data del funerale.

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