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Cup riaperto a breve ma il centro prelievi non sarà più a Pescia

di Francesca Maltagliati
Cup riaperto a breve ma il centro prelievi non sarà più a Pescia

PESCIA. Il Cup verrà riaperto dov'era prima per la fine di aprile, i lavori al pronto soccorso saranno completati con l'inizio del 2013, mentre il centro prelievi potrebbe non tornare più a Pescia....

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PESCIA. Il Cup verrà riaperto dov'era prima per la fine di aprile, i lavori al pronto soccorso saranno completati con l'inizio del 2013, mentre il centro prelievi potrebbe non tornare più a Pescia. Questo e molto altro ancora è il risultato dell'incontro fra i rappresentanti del Comitato "La Valdinievole per l'Ospedale" e il direttore dell'Asl 3, Alessandro Scarafuggi.

Quella di ieri è stata l'ennesima occasione di confronto fra l'azienda sanitaria e il comitato, che rappresenta una larga fetta di popolazione della Valdinievole (basta pensare alle 15mila firme ottenute) che teme un depauperamento del nosocomio pesciatino a seguito di quella che le istituzioni continuano a chiamare riorganizzazione, ma che a molti sembra un semplice tentativo di risparmiare risorse. Dal confronto avuto ieri sono comunque emerse alcune rassicurazioni che riguardano il ritorno del Cup per la fine di aprile, il completamento dei lavori al pronto soccorso entro il 2013 e l'organizzazione di un prossimo incontro pubblico.

La novità maggiore che emerge dall'incontro è però il fatto che l'azienda sanitaria stia considerando l'ipotesi di non far tornare a Pescia il centro prelievi, attualmente chiuso per lavori. Pare infatti che i cittadini preferiscano il servizio decentrato, attualmente gestito dalle varie associazioni sparse sul territorio (Pubbliche Assistenze, Misericordie, etc).

«La nostra – dice Nicola Gentili del comitato – non vuol essere una difesa ad oltranza. Se l'attuale organizzazione del servizio di prelievo del sangue è considerata migliore dal cittadino rispetto a come era prima, allora va bene così. Il dubbio però che inevitabilmente ci assale è che se questo è uno dei servizi che verrà decentrato, allora c'è il rischio che accada così anche per altri. Un'eventualità che potrebbe portare alcuni reparti a non avere più i numeri tali da giustificare il loro manteniumento. Un dubbio legittimo dal momento che ci sentiamo dire dall'Asl che il futuro dell'ospedale di Pescia dipenderà anche da quanta attrazione avranno i reparti stessi, dal mantenimento delle professionalità al loro interno e dal numero di prestazioni erogate».

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