Attenzione
Piace la moneta alternativa e senza debiti
Dopo il successo di Buggiano si ripete al mercato di Montecatini la distribuzione degli Scec
È un’immagine classica delle vecchie scenette, quella del miliardario impazzito che distribuisce denaro ai passanti. Una scena del genere la si è vista martedì scorso al mercato settimanale di Buggiano e la si rivedrà oggi al mercato di Montecatini. Solo che nessuno è impazzito, e che – nonostante la forma lo possa ricordare – quello distrribuito non sarà denaro, pur avendo una sorta di potere di acquisto.
Sono gli “Scec”, che possono essere usati in una serie di esercizi convenzionati per sostituire una parte del conto. E non si tratta di una semplice forma di pubblicità, ma dell’attuazione pratica di un principio economico. O, meglio ancora, di un modo per contrastare il cosiddetto fenomeno del “signoraggio”.
I particolari dell’operazione, e i suoi aspetti tecnici, vengono illustrati ai banchetti (ma informazioni si trovano anche sul sito internet www.arcipelagoscec.it, dove si possono ache trovare i recapiti degli esercizi convenzionati elencati sotto) allestiti ai mercati. E nonostante si tratti di un qualcosa tecnicamente non semplice, la risposta è stata eccellente nella prima uscita di Buggiano .
«Da prima la moneta alternativa ha suscitato qualche curiosità, poi le persone l’hanno accettata con una luce nuova in volto, capendo che gran parte della crisi economica deriva dal sistema monetario»: così Alessio Bini, titolare degli esercizi di parrucchiere Web Salon (e promotore dell’iniziativa) illustra il debutto del progetto.
«Gli Scec hanno l’aspetto e la forma di banconote – continua Bini – ce ne sono di diverso taglio da mezzo Scec fino ai 50, passando per le “banconote” da 1, 2, 5 e 10. Convenzionalmente hanno un valore pari all’euro, ma non sono convertibili in euro, né si possono acquistare. Gli Scec vengono dati gratuitamente per fare acquisti veri».
Martedì al mercato di Borgo a Buggiano, le promoter facevano proprio questo: distribuivano gratuitamente 10 Scec a testa, per poterli spendere nelle attività convenzionate (per la percentuale pagabile inScec).
«La domanda più comune – continua Bini – era: “Quanto devo pagare per questi Scec?” La risposta li spiazzava: niente. Il denaro non si dovrebbe comprare. Il denaro serve per comprare cose, non viceversa. Se lei compra il denaro, con che cosa lo paga? E se lo prende in prestito come fa a fare acquisti, visto che deve restituirlo tutto con gli interessi?».
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