Finanza
Casa, mercato ingessato e prezzi fermi da un anno
Pubblicati dall’Agenzia del territorio i dati sulle valutazioni immobiliari Ecco le zone di pregio e quelle più economiche sul territorio di Montecatini
MONTECATINI. Mercato immobiliare fermo, con prezzi pressoché congelati da un anno a questa parte e con il centro di Montecatini e le Panteraie che resistono come zone più costose di tutta la Valdinievole. Sono i risultati più evidenti elaborati dall'Osservatorio sul mercato immobiliare e pubblicati sul sito www.agenziaterritorio.gov.it.
Ai numeri finali per le zone censite con i relativi prezzi sia per le compravendite che per gli affitti si arriva mettendo insieme i dati delle agenzie immobiliari e quanti più elementi disponibili per avvicinarsi il più possibile agli importi reali del settore. Sul sito è possibile consultare i valori della propria zona. Basta entrare nell'Osservatorio e individuare l'area in cui si abita e che è stata fotografata, dal punto di vista di redditività immobiliare, a uso e consumo anche del Fisco. Montecatini resta a tutti gli effetti la meta più ambita in Valdinievole e di questo ne risentono anche la valutazioni degli immobili. L'area cittadina con le quotazioni più alte è individuata come "Popolo, Verdi, Roma, Matteotti, Panteraie". Qui, le civili abitazioni classificate come "normali" costano, per l'Osservatorio, da un minimo di 2.700 a un massimo di 3.000 euro al metro quadrato, quelle "economiche" da 2.250 a 2.650 euro e quelle "signorili" da 2.750 a 3.300 euro. Altra area costosa è quella denominata "Roma, Matteotti, circonvallazione Nord". Qui, prendendo a riferimento le stesse tre classificazioni precedenti, si va da 2.000 a 2.800 euro al mq. Si scende un po' di prezzo nelle periferie nord-ovest e nord-est (da 1.700 a 2.600 euro al mq) e nella circonvallazione sud (da 1.750 a 2.500 euro), mentre per spendere decisamente meno ci si deve rivolgere nell'area "ippodromo Marruota, Salsero, cimitero" (da 1.450 a 2.050 euro) e, soprattutto, tra Biscollla e Gallo (da 1.200 a 1.700). Come detto, le quotazioni del secondo semestre 2011 corrispondono esattamente a quelle del secondo semestre 2010, segno evidente di un mercato che ristagna.
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