Proteste
Una nuova scommessa a 72 anni
Lo chef Antonio Venturini alla riscoperta della tradizione culinaria toscana
MONSUMMANO. Quando il lavoro diventa una passione non esistono ostacoli, nemmeno quello dell’età. È il caso di Antonio Venturini, chef monsummanese doc, che all’età di 72 anni potrebbe tranquillamente godersi la pensione. Invece no, dopo aver varcato la soglia delle cucine dei più famosi ristoranti del mondo, si è tuffato in una delle più importanti scommesse della sua vita: recuperare e diffondere i piatti tipici della sana tradizione contadina e mediterranea in un borgo popolarissimo come quello di San Lorenzo a Firenze.
Lo ha fatto riportando a nuova vita una trattoria storica, lanciando un menù caratterizzato da una serie di segreti professionali, appartenuti a Fra Marino Billi, cuoco del convento in Santo Spirito, e trasmessi al giovane Antonio quando muoveva i primi passi in cucina.
A fianco del frate, cugino della madre, il futuro chef monsummanese iniziò ad appassionarsi alla cucina, apprendendo l’uso delle erbe, delle spezie, di aromi e condimenti speciali.
Da Monsummano, dove risiede ancora la sua famiglia, Venturini compie il gran balzo professionale come ristoratore nel 1956, a Sion, in Svizzera, all’Hotel De La Gar. Rientrato in Italia assume l’incarico al Majestic di Firenze. Nel 1960 lo troviamo al ristorante Antico Martini a Venezia e, nello stesso anno, va a Londra per una nuova stagione di lavoro. Studia la mattina e lavora al ristorante Savoj nel pomeriggio, dove scopre i piatti realizzati con la “lampada”.
E poi di nuovo in Italia, a Firenze e San Casciano. Nel 1966, sempre a Firenze, acquista un bar, ma è completamente distrutto dall'alluvione. Dal 1967 al 1970 lavora al ristorante La Loggia, a Piazzale Michelangelo, quindi si sposta in America, tra Atlanta a Miami, per poi sbarcare allo storico ristorante Sabatini. Poi, insieme con altri operatori, rileva e promuove vari locali a Firenze.
Antonio Venturini, poteva decidere finalmente di ritirarsi dalla professione, ma il piacere di mantenere un rapporto con con i clienti, di realizzare ancora i piatti della cucina toscana lo porta, nel maggio 2011, a raccogliere la sfida della Trattoria San Lorenzo.
«La scelta del luogo non è casuale – conferma Venturini – in questi locali, molte decine d’anni fa. vi era una vecchia trattoria che si affacciava proprio su Piazza San Lorenzo, si chiamava “Da Cencio“».
Ai suoi tavolini sedevano operai, ferrovieri, turisti, scrittori, attori, tutto un mondo variopinto e colorato che ha rappresentato un’epoca e che il 72enne ristoratore vuole fare rivivere. La passione per la classica cucina toscana, esportata in tutti questi anni, in varie parti del mondo, ha un nuovo ambiente in cui può essere apprezzata e valorizzata, in tutti i suoi aspetti.
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