Il dolore
Contro il fuoco in Padule controlli insufficienti
Legambiente testimone dell’ennesimo incendio durante un’escursione L’associazione chiede il rispetto delle leggi che regolano l’accesso nell’area
LARCIANO. Può darsi che si tratti di “semplici” piromani, oppure di cacciatori che hanno ritirato fuori una vecchia pratica, ma la prima spiegazione per gli incendi che, da oltre un mese, si susseguono nell’area del Padule, sta nella carenza di controlli.
In sintesi è questo il senso dell’intervento dei circoli Legambiente Valdera e Valdinievole, testimoni diretta, domenica scorsa durante la gita annuale al porto delle Morette, di uno di questi episodi
«Lo stupore delle persone che visitavano l’area – si legge sulla nota di Legambiente – ma soprattutto l’indignazione che condividiamo, ci spingono a chiedere di nuovo un’adeguata tutela di questo prezioso territorio, attraverso azioni di prevenzione che impongano il rispetto delle norme che già esistono. Da oltre 40 giorni, soprattutto nelle giornate di vento, il Padule è devastato da roghi che distruggono la vegetazione palustre e la fauna che vi trova dimora. Questa situazione è favorita anche da condizioni ambientali già di per se sfavorevoli, a causa della scarsità di piogge e della conseguente carenza d’acqua nella palude».
«Il ricorso al fuoco – prosegue l’associazione – è stato a lungo utilizzato per creare aree favorevoli alla caccia, ma nell’ultimo decennio sembrava essere in abbandono, grazie alle nuove norme approvate e a una cresciuta consapevolezza dei danni arrecati all’ecosistema (oggi la maggior parte dei cacciatori condanna questa pratica).Per questo quanto si sta verificando è particolarmente grave, ed è a nostro avviso ingiustificabile che, nonostante il perdurare del fenomeno e le molte segnalazioni (inviate anche da nostre guardie ambientali) non risulta siano state pianificate misure preventive da parte delle due province interessate (Pistoia e Firenze ndr). Vigili del fuoco e corpo forestale, che intervengono per spegnere le fiamme, fanno il possibile, ma si tratta di una lotta impari, perché i canneti bruciano in maniera rapidissima e la direzione del vento può mutare rapidamente, creando anche situazioni di pericolo reale per le persone».
Eppure, sostiene Legambiente, potrebbe bastare l’applicazione delle regole già esistenti per ridurre i pericoli: «L’azione di questi criminali è favorita anche dalla possibilità di accedere fino alle zone più interne con i fuoristrada, in quanto anche le leggi che vietano questa pratica all’interno del Padule sono sostanzialmente inapplicate».
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