Il Tirreno

Montecatini

Asl a caccia della legionella negli hotel

di Alessandro Gasperini
Asl a caccia della legionella negli hotel

Iniziata la seconda campagna di prevenzione e bonifica: «Un lavoro che qualificherà le strutture della Valdinievole»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. È ripartita la seconda campagna della Asl di prevenzione e bonifica del batterio della legionella negli alberghi della Valdinievole. Segue quella organizzata l’anno scorso e che portò al controllo di una quarantina di strutture. La percentuale di positività al batterio nel 2011 è risultata attorno al 70%. Un dato che può sembrare molto alto ma che deriva dal fatto che si tratta di un germe presente in gran parte di situazioni simili (quelle, in sostanza, che ospitano grandi comunità, non solo alberghi). Un dato, spiegano alla Asl, che è in linea con quello nazionale.

Il perché di tutta questa attenzione è presto detto: la legionella è un germe acquatico ampiamente diffuso nei laghi, nei fiumi, nelle sorgenti termali, nelle falde idriche, nelle reti dell'acqua potabile, negli impianti di climatizzazione, in piscine. Ma si moltiplica soprattutto in grandi strutture con sistemi centralizzati di distribuzione di acqua calda sanitaria. È facile da trovare soprattutto negli impianti idrici usurati e ostruiti, perciò si può venire a contatto con essa anche semplicemente facendosi una doccia calda. Questa malattia si trasmette all'uomo attraverso l'inalazione di vapore acqueo e può provocare una polmonite molto acuta.

Il dottor Ranieri Carlini, dell’ufficio igiene e sanità pubblica della Asl 3, spiega che «la presenza di legionelle in impianti idrici di consistenti dimensioni tipo quelli degli alberghi, degli ospedali, di strutture sociosanitarie, è una problematica nota e generalizzata, per cui non sorprende che, laddove vengano svolti programmi di controllo e ricerca, si riscontrino alte percentuali di rinvenimento (tra gli addetti ai lavori vale il detto “la legionella se la cerchi la trovi”)».

«Quello che ci prefiggiamo come Servizio di igiene pubblica, e crediamo di essere sulla buona strada - prosegue il dottor Carlini –, è la sensibilizzazione e la promozione di sistemi di autocontrollo efficienti da parte dei gestori per l'ottenimento di un livello complessivo di sicurezza maggiore, in una realtà locale nella quale il comparto alberghiero-recettivo è di primissimo rilievo».

«Stiamo portando avanti un programma che garantisce il controllo del fenomeno e la correzione delle criticità che via via possono emergere. E il risultato è che, grazie agli interventi tecnici per la bonifica degli impianti messi in atto dai responsabili delle strutture alberghiere, si ottiene una altissima percentuale di eliminazione della legionella ed il mantenimento nel tempo dei livelli di sicurezza raggiunti. Certo tutto questo può comportare costi economici non indifferenti, ma crediamo di aver convinto gli albergatori, sia con iniziative di formazione, sia con l'azione costante di controllo e riferimento tecnico, che la soluzione del problema può essere considerata qualificante nella connotazione di qualità del servizio agli occhi di una clientela internazionale esigente e sempre più informata». Quest’ultino è, in effetti, un altro aspetto da prendere in considerazione. Infatti moltissime delle assicurazioni estere per viaggi richiedono, soprattutto nelle strutture alberghiere, la prevenzione contro questa malattia.

«Auspichiamo – conclude il dottor Carlini – che il fatto che il problema legionella sia affrontato nelle nostre strutture venga percepito come elemento qualificante a vanto degli albergatori, in quanto ciò permette il raggiungimento di livelli di sicurezza che da altre parti non si riscontrano».

(collaboraz. Sharon Matteoni)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa