Il Tirreno

Montecatini

«Controllate i lavori fatti dal gestore dell’acquedotto»

di Pietro Barghigiani
«Controllate i lavori fatti dal gestore dell’acquedotto»

Il capogruppo del Pdl vuole conoscere le rendicontazioni «Alcune delle opere previste non risultano realizzate»

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MONTECATINI. Quali lavori il gestore dell’acquedotto si era impegnato a realizzare nelle passate convenzioni sottoscritte con il Comune di Montecatini, e quali nel Piano Triennale delle Opere? Sono state realizzate tali opere? E se sì, nei tempi previsti dalle convenzioni? Esiste un organo tecnico del Comune (o un organo terzo) chiamato a certificare che quei capitali investiti dal gestore siano stati effettivamente destinati a quelle finalità e per gli importi dichiarati? E c'è un obbligo di rendicontazione? E chi certifica che i lavori siano effettivamente migliorativi del servizio al cittadino (minor dispersione dalla condutture, maggiorazione riserve per periodi di siccità, miglioramento tecnologico nell'erogazione del servizio)?

Sono queste alcune delle domande che il capogruppo del Pdl, Riccardo Sensi, ha introdotto in una interrogazione sulla gestione delle risorse idriche, all’indomani della notizia dell’aumento delle bollette del 6,6% deciso dalla giunta. Sensi poi vuole sapere se «sussistono casi di conflitti di interessi fra dipendenti comunali e dipendenti o consulenti del gestore, e se così fosse quali iniziative ha intenzione di adottare la giunta». Infine: «Quante sponsorizzazioni ha effettuato Acque Toscana in favore del Comune di Montecatini, e per quali importi?».

«Sono ormai tantissimi gli alberghi, i negozi e le famiglie che hanno sollevato il problema dell'eccessivo costo della bolletta idrica – spiega il capogruppo – e la giunta non può esimersi dall'assumere una posizione non più ondivaga fra bisogno di proteggere il consenso e rapporti con Acque Toscane. Com'è noto nelle bollette non viene chiesto agli utenti soltanto il corrispettivo per il consumo effettivo di acqua. ma anche la remunerazione del capitale investito. Cosa significa questa astrusa frase?».

Sensi ricorda che «il gestore si impegna ad effettuare opere di miglioramento per garantire una minore dispersione delle acque, maggiori garanzie di accumulo di riserve per i periodi di siccità e un miglioramento complessivo del servizio. A fronte di tali lavori il gestore acquisisce un utile d'impresa che ricava direttamente dalle bollette, perché si pagano anche queste opere che si impegna a fare. E qui sta il problema». Insomma, Sensi vuole capire «se è giusto che ai cittadini venga chiesta la “quota di remunerazione del capitale investito”. Il dubbio sorge perché il gestore ha affidato studi e lavori su un possibile invaso nella Cava Maona ove l'attuale Piano Strutturale non prevede affatto tale destinazione, e per fare ciò ha dato soldi ed incarichi professionali. Non solo, mi risulta che nelle Convenzioni sottoscritte risultassero da realizzare alcune opere il cui destino oggi è sconosciuto (Panzana, Cipresso, Sant'Allucio, Forra Buia alla Nievole)».

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