Il Tirreno

Montecatini

Muore bruciato per spegnere un rogo

di Pietro Barghigiani
Muore bruciato per spegnere un rogo

Drammatica fine del vice parroco del San Francesco: avvolto dalle fiamme dopo aver dato fuoco ad alcune sterpaglie

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MONTECATINI. Le fiamme che aveva acceso per pulire una porzione di terreno accanto alla parrocchia di San Francesco lo hanno sopraffatto. Nessuno ha assistito alla tragica fine del vice parroco Marino Sassoli, padre Andrea per i frati Cappuccini, 70 anni, originario di Rassina (Arezzo). Nella più completa solitudine e senza poter contare sull’aiuto di eventuali soccorritori, fratel Andrea, è morto nel rogo alimentato dal vento lungo un poggio di proprietà della Congregazione dei frati Cappuccini. È stato il parroco, don Alessandro, all’anagrafe Mario Rosadini, intorno alle 12,15 a scoprire il corpo senza vita del confratello.

Pulizia del terreno. Da quello che polizia e vigili del fuoco hanno potuto ricostruire, padre Andrea in mattinata ha iniziato a pulire una parte di terreno dalle erbacce. Con la carriola si è portato sul piano rialzato dietro la parrocchia. Accanto c’è un poggio che ospita un fitto canneto. Padre Andrea ha cominciato a bruciare delle sterpaglie sulla proprietà della chiesa, separata da una semplice rete dal poggio. A causa del vento la direzione delle fiamme si è indirizzata verso le canne secche che in pochi secondi sono state avvolte dal fuoco.

La tragica fatalità. Quando frate Andrea si è reso conto di aver perso il controllo del fuoco ha provato a contrastarlo passando dalla rete. C’è un buco lungo la recinzione del piazzale sottostante È da lì che è passato per poi addentrarsi nel canneto. A quel punto le ipotesi accreditate sono due: un malore l’ha fiaccato rendendolo vulnerabile al rogo che lo ha aggredito; una folata di vento ha portato il fuoco contro il religioso che, impreparato a fronteggiare l’imprevisto, non ha saputo allontanarsi dal pericolo e si è esposto allo scempio mortale delle fiamme.

La scoperta. Padre Alessandro è stato il primo a scoprire il corpo del confratello. «Ero tornato dalla confessione delle suore a Montecatini Alto - racconta -. Ho visto la carriola e sono entrato in casa. All’ora di pranzo sono uscito per chiamare frate Andrea. Insieme avremmo dovuto proseguire con le benedizioni nelle case. Quando mi sono affacciato le fiamme avevano coperto il poggio. Allora sono rientrato e ho bussato alla sua porta dicendogli che dovevamo chiamare i pompieri. Non ho ricevuto risposta e sono tornato fuori. Mi sono incamminato verso le fiamme e a una certa distanza l’ho visto. Era quasi in piedi appoggiato alla rete. Il fuoco gli aveva bruciato i vestiti arrivando fino alla carne». Le indagini della polizia, sul posto con il dirigente Corrado Mattana e l’ispettore capo, Franco Gigliotti, hanno confermato la dinamica accidentale del tragico episodio.

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