Sicurezza
«Ancora una volta alla ribalta il corpo di polizia municipale»
MONSUMMANO. All’attacco del sindaco Rinanaldo Vanni i consiglieri Pdl Tiziana Adele Scannella di Monsummano e Alessandro Rossi di Pieve. Motivo della polemica l’indagine che riguarda tre agenti di...
MONSUMMANO. All’attacco del sindaco Rinanaldo Vanni i consiglieri Pdl Tiziana Adele Scannella di Monsummano e Alessandro Rossi di Pieve. Motivo della polemica l’indagine che riguarda tre agenti di polizia municipale.
«Un antico proverbio recita chi la fa, l’aspetti – scrivono i consiglieri – di solito ce lo sentiamo dire quando troviamo una multa per divieto di sosta, magari per aver parcheggiato male pochi minuti. Quei pochi, o tanti, minuti trascorsi per compiere gli affari propri invece di fare il vigile urbano pesano come un macigno nella bilancia, non solo della giustizia, ma dell’opinione cittadina. Il paragone non è fatto a caso, perché truffa e falso ideologico sono reati ancora più esecrabili se compiuti da coloro che vigilano sui comportamenti delle persone».
I consiglieri ricordano la vicenda boccaccesca che nel 2010 coinvolse un vigile e un impiegata dell’ufficio, sottolineando come «periodicamente, il corpo unico di polizia municipale torna alla ribalta, si badi bene, non per meschine chiacchiere da bar, ma per indagini di procure».
«È stato solo per il profondo rispetto che abbiamo verso le istituzioni – continua l’intervento – che la saggezza politica ci ha suggerito di non cogliere la provocazione fatta a suo tempo, attraverso certe affermazioni, addirittura minacciose di querele, per quanto da noi affermato in merito alle vicende giudiziarie che vedono protagonista la polizia municipale Valdinievole Est (da cui, lo ricordiamo, ne è uscita Lamporecchio)».
«Quest’ultimo, purtroppo non unico, episodio dei tre vigili urbani è grave nella forma e nella sostanza – scrivonoScannella e Rossi – attendiamo fiduciosi l’operato della magistratura e ribadiamo la presunzione di innocenza come stabilisce la legge, sebbene, come altri affermano per le vicende giudiziarie berlusconiane, un eventuale esito favorevole agli attuali indagati non cancellerà l’onta per l’accaduto».
Quindi, dopo aver augurato al sindaco Vanni «di guarire dal delirio di onnipotenza che lo pervade» e a non gettare ombre sulla magistratura («Continuando ad alzare il tiro presto arriverà a ipotizzare un complotto del Padreterno nei suoi riguardi») viene sottolineato come esista «in questa vicenda una parte offesa non costituita, che si chiama popolazione e che ha pieno diritto di esigere da chi ha l’onere, ma soprattutto l’onore, di rappresentare l’ordine pubblico, un comportamento specchiato».
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