Lutto
Cartellini timbrati a colleghi assenti Indagati tre vigili
La Procura ha notificato gli avvisi di garanzia per truffa Un agente “strisciava” anche per due compagne di lavoro
MONSUMMANO. Delegavano un collega a strisciare il badge per registrare le presenze nel rilevatore elettronico.
Sulla carta erano in servizio, ma di fatto prima di mettere piede in ufficio potevano passare diversi minuti, fino a un massimo di mezz’ora. Sono tre gli agenti della polizia municipale, due donne e un uomo, sotto inchiesta per truffa e falso ideologico. La Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto una proroga delle indagini condotte dai carabinieri di Monsummano a carico dei dipendenti nei confronti dei quali l’amministrazione non ha adottato alcun provvedimento preventivo in attesa della conclusione dell’inchiesta.
Gli episodi al centro degli accertamenti sono limitati. Sufficienti, però, a fotografare una pratica alla quale i protagonisti della storia avrebbero fatto ricorso con estrema facilità.
Secondo le verifiche portate avanti finora è emerso che le due agenti avevano consegnato al collega in divisa i loro badge. La disponibilità del vigile era quella di strisciare anche le loro tessere magnetiche al momento di entrare in servizio. Se le agenti erano in orario nessun problema. Se, invece, capitava che ritardassero di qualche decina di minuti erano, comunque, coperte dalla timbratura assicurata dall’agente. La vicenda al vaglio della Procura non farebbe emergere gravi violazioni. Di sicuro il giochetto di farsi timbrare dai colleghi dimostrerebbe una carenza di controlli interni. La consuetudine, che andava avanti da tempo, non è piaciuta a qualcuno che era a conoscenza del sistema e che si è premurato di avvertire le forze dell’ordine.
Stessa genesi per l’indagine che ha portato al patteggiamento e all’uscita dall’organico di un ispettore dei vigili e di un’impiegata dell’ufficio contravvenzioni. I due amanti risultavano in servizio e, invece, si incontravano in un albergo a ore. Nel settembre 2010 lui finì ai domiciliari e poi patteggio un anno e 4 mesi. Lei ebbe l’obbligo di dimora e chiuse la sua posizione con una pena di 10 mesi.
Pietro Barghigiani
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