Il Tirreno

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Buggiano come il mitico Davide sfida il governo versione Golia

di Francesca Maltagliati

Il Comune annuncia un’azione giudiziaria contro il decreto che istituisce la tesoreria unica «Penalizzato chi ha amministrato bene le proprie risorse»: sostegno anche dagli altri sindaci

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BUGGIANO. Anche dalla pubblica amministrazione della Valdinievole arriva un secco no all’ultimo decreto Monti. L’obbligo di versare allo Stato le disponibilità liquide depositate nelle tesorerie degli enti non piace proprio a nessuno. E in particolare non piace a Buggiano. Il piccolo Comune, uno di quelli virtuosi che ha saputo negli anni metter da parte un bel gruzzoletto, ora si vede portar via i propri risparmi. Anzi, a essere esatti il 50% (un milione di euro circa), se n’è già andato il 29 febbraio, ed entro il 15 aprile il decreto obbliga le tesorerie a versare alla Banca d’Italia il resto.

«È una questione – commenta il sindaco di Buggiano Daniele Bettraini – che mi inquieta e mi preoccupa. È paradossale che ad essere più penalizzati siano proprio quei comuni che hanno saputo amministrare bene e che hanno rispettato il patto di stabilità. Per non parlare poi di quelli che saranno i problemi pratici che ci saranno. Basti pensare che per fare un pagamento dovremo inoltrare la richiesta alla Banca d’Italia, che dovrà poi versarci il corrispettivo».

Una regola considerata ingiusta, e per questo la giunta di Buggiano ha deciso di dar vita ad un’azione giudiziaria per accertare la non sussistenza dell’obbligo del trasferimento.

E come l’Anci anche Buggiano si appella all’incostituzionalità di alcuni articoli del decreto. Sulla delibera si legge infatti che il trasferimento «violerebbe palesemente l’articolo 5 della Costituzione che riconosce e promuove l’autonomia e il decentramento amministrativo degli enti locali». E, ancora, in base all’articolo 118 «verrebbero violati i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, in quanto tutte le funzioni spettano ai Comuni». Inoltre il decreto violerebbe l’articolo 119 sul’autonomia finanziaria.

L’iniziativa di Buggiano trova consensi nel resto della Valdinievole: «Anche noi – aggiunge il sindaco di Uzzano Riccardo Franchi – non siamo affatto felici. Ne abbiamo parlato in giunta, ma finora non abbiamo portato avanti alcuna azione formale. Certo è che questo atto del governo ci penalizza perché vediamo sottrarci soldi che, anche se non potevamo spendere perché vincolati dal patto di stabilità, il Comune era riuscito a risparmiare».

«Questo decreto – sottolinea il sindaco di Ponte Buggianese Pier Luigi Galligani – lede fortemente la nostra autonomia, ma ci penalizza anche dal punto di vista delle entrate, poiché ci sottrae gli interessi sulle giacenze. Presto ci accoderemo all’azione portata avanti da Buggiano».

L’unico a non venir penalizzato, paradossalmente, sarà quindi il Comune meno virtuoso di tutti, Pescia che, avendo un deficit ed essendo dovuto ricorrere all'anticipazione di cassa, non ha liquidità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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