Sicurezza
In tempo di crisi meno cure ed esami agli amici dell’uomo
I veterinari confermano una tendenza a spendere meno E al canile Hermada registrano un aumento di abbandoni
MONTECATINI. Tempo di crisi, tempo difficile anche per i fidatissimi amici domestici dell'uomo. Ma quanto effettivamente l'avversa congiuntura economica influenza la vita di cani e gatti?
«Già da due o tre anni abbiamo riscontrato un aumento degli abbandoni – spiega Francesca Magrini, vicepresidente del canile Hermada di Montecatini – molte persone giustificano i problemi di gestione del cane affermando di essere costretti a trasferirsi in case più piccole. Molte volte, però, è solo un alibi e una scusante. Ad esempio, noi ci impegniamo ad aiutare i padroni in difficoltà sia fornendo il cibo necessario all'animale, sia attraverso un eventuale contributo economico per la sterilizzazione o per le vaccinazioni».
Nonostante ciò, nel 2009 sono entrati in canile 178 cani e ne sono usciti 134. Nel 2010 le entrate sono state 184 e le uscite 201, mentre nel 2011 ne sono stati accolti 209 e ne sono stati dati in affidamento 219.
«Questi dati, però, sono abbastanza fuorvianti: sembrerebbe infatti che nel 2009 e 2010 si sia andati sottozero, il che non è ovviamente successo – prosegue Magrini – il fatto è che le uscite non riguardano esclusivamente i cani di quell'anno. Riassumendo circa l'80% dei cani che entrano esce entro l'anno; un ulteriore 20% esce nei due anni successivi, e quelli che restano vanno a costituire un gruppo più difficile da smaltire perché formato da cani molto anziani, o con problemi di salute o di comportamento. Inoltre, solitamente il 30% delle entrate è costituito da cuccioli e circa il 40% delle uscite sono cani restituiti al proprietario».
E i veterinari cosa dicono? «Indubbiamente l'affluenza di clienti c'è, dall'altra parte vi è una maggior attenzione per le spese – dichiara Federico Portesi –. Molti cercano di ottenere una diagnosi esclusivamente con un esame clinico senza voler avere una conferma di laboratorio. Lavoriamo, quindi, con un limite. Se il proprio animale soffre non lo lasciano soffrire, però preferiscono evitare esami troppo specialistici. Prima scelgono una cura con i farmaci ed attendono di vedere se funziona. Dopotutto un profilo biochimico costa sui 70-80 euro, una radiografica intorno ai 35-40 euro e un'ecografia tra i 50 e gli 80 euro».
«Un cane medio può costare tra i 150 e 160 euro all'anno di spese mediche, un gatto invece si aggira sulle 60-70 euro – aggiunge Alessandro Rossi – le vaccinazioni, inoltre, riescono a debellare l'80% delle malattie. Negli ultimi mesi ho notato un decremento del lavoro. I vecchi ambulatori resistono, ma non è affatto facile».
«Anche io ho constatato un aumento delle lamentele dei miei clienti – concorda Guglielmo Torri – non è semplice affrontare le esigenze dei piccoli animali, anche se sono considerati sempre più come parte integrante della famiglia».
«Il cane ed il gatto vengono visti come propri figli – conferma Ugo Lotti della clinica Valdinievole – se vi sono problemi inevitabili i costi delle cure vengono affrontati. Da sottolineare che molti tendono a dilazionare i pagamenti, oppure non pagano affatto».
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