Il Tirreno

Montecatini

Vacanze di lusso in città. Poi la fuga senza pagare

di Sharon Matteoni
Vacanze di lusso in città. Poi la fuga senza pagare

Una distinta coppia di anziani se ne va lasciando un conto da 2mila euro I due tornano a Montecatini e vengono scoperti dall’albergatrice truffata

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MONTECATINI. Albergatrice come Sherlock Holmes fa denunciare una coppia di distinti truffatori.

Non solo avevano fatto il cosiddetto “rigatino” nel suo albergo a Natale, lasciando un conto da pagare di quasi duemila euro, non contenti erano tornati a Montecatini dove soggiornavano in un altro quattro stelle da quasi un mese. E proprio mentre erano a tavola tranquilli a sorseggiare vini pregiati e pasti succulenti sono stati interrotti dai carabinieri.

Si trattava di una coppia ligure sulla settantina, all’apparenza due distinti e pacati signori che pare siano noti alle forze dell'ordine per la loro passione di trascorrere gratis le vacanze negli alberghi delle località termali. Come tanti altri turisti si erano presentati all’Albergo Ercolini e Savi a dicembre per trascorrere le festività natalizie.

«Non si sono fatti mancare nulla – racconta Luciana Armento, titolare dell’albergo e del ristorante La Pecora Nera – a tavola sceglievano etichette pregiate, molte sere hanno cenato alla Pecora Nera e per la fine dell’anno hanno voluto che la cena a base di champagne fosse servita in camera, perché non gradivano la confusione».

Al momento della partenza, verso il sei gennaio, «il marito si è mostrato mortificato diceva di aver cambiato banca e di non aver ancora ricevuto la nuova carta di credito, e in più aveva finito proprio la mattina il libretto degli assegni. Ha persino scherzato offrendo di lasciare sua moglie in ostaggio. Poi siamo rimasti d’accordo che avrebbe pagato con un bonifico appena arrivato a casa. Ma i soldi non sono mai arrivati. E abbiamo dovuto affidare la pratica al legale dal momento che nome e indirizzo erano giusti».

Poi la coppia ha sfidato la sorte, tornando in città. E il caso ha voluto che sabato le loro strade si incrociassero con quelle dell’albergatrice. «Come li ho visti ho fermato la macchina e li ho seguiti – aggiunge Luciana Armento – passeggiavano tranquillamente per la pineta. Ho chiamato mio figlio che, dopo un giro telefonate, ha scoperto dove alloggiavano, e poi abbiamo allertato i carabinieri».

La coppia era alloggiata da quasi un mese al Belvedere, rimandava la partenza settimana dopo settimana e aveva già accumulato un conto di 4mila euro. Anche in questo caso avevano dato documenti validi e si comportavano da veri signori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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