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Stesso parcheggio. Due multe opposte

Stesso parcheggio. Due multe opposte

Ma il marciapiede c’è o non c’è? Ci si può passare in auto o no? Queste domande sorgono spontanee leggendo i verbali delle multe (una annullata dal giudice di pace, l’altra oggetto

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BUGGIANO. Ma il marciapiede c’è o non c’è? Ci si può passare in auto o no? Queste domande sorgono spontanee leggendo i verbali delle multe (una annullata dal giudice di pace, l’altra oggetto di un ricorso al Consiglio di Stato), fatte a due auto parcheggiate nello stesso posto (a Colle di Buggiano), ma con motivazioni diametralmente opposte. Sul caso il consigliere della lista civica “Gente Comune” Luca Lotti ha interessato la Corte dei conti.

Il consigliere di Buggiano ha chiesto di essere sentito, visto che per quella situazione sono prevedibili nuove multe, con – sostiene il consigliere – nuovi ricorsi al giudice di pace, quindi con l’intervento di dipendenti comunali e relativo spreco di denaro pubblico.

Il caso riguarda via Meretto, in fondo alla piazza di Colle. Qui un’auto è stata multata perché “sostava con le ruote sul marciapiede”, e una seconda, a una settimana di tempo di distanza, perché “sostava su strada senza marciapiede senza aver lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni”. Peccato che quelle due auto, spiega Lotti, fossero parcheggiate nello stesso identico punto. E qui si torna alla domanda di partenza: ma il marciapiede c’è o non c’è?

In realtà lì c’è una nuova pavimentazione in cotto, davanti alla scalinata della chiesa, alla stessa altezza del resto della piazza. Una pavimentazione che per il Comune, sulla base del parere rilasciato dal ministero dei Beni Culturali, rappresenta un marciapiede. Sulla base di quel parere il Comune si è opposto all’annullamento di una multa dal giudice di pace (quella per l’auto con le ruote sul marciapiede) il quale, in effetti, non ha accolto il ricorso del cittadino.

Solo che qui, sottolinea Lotti, qualcosa non torna: quei pareri, sostiene, sono stati annullati dal Consiglio di Stato: secondo una sua sentenza (ignorata, visto che il divieto rimane), la diversa pavimentazione non può essere considerata marciapiede.

«La pavimentazione delle strade e delle piazze – si legge sulla sentenza – serve a facilitare la circolazione, e non è la circolazione che deve essere limitata per tutelare la pavimentazione». Insomma un caos che si presta facilmente a onerosi ricorsi, in termini di denaro e di tempo, in caso di multe.

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