Il Tirreno

Montecatini

Investitore accusato di tentato omicidio

di Pietro Barghigiani
Investitore accusato di tentato omicidio

Per i carabinieri quando Dori forzò il posto di blocco voleva uccidere il militare travolto dallo sportello del Doblò

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MONTECATINI

Tentato omicidio. È l'accusa, la più grave, che i carabinieri contestano a Paolo Dori, il 49enne che sabato sera ha travolto un carabiniere a un posto di blocco nei paraggi della discoteca Don Carlos di Chiesina Uzzanese. L'uomo è stato arrestato mercoledì pomeriggio a Mira, in provincia di Venezia dove abita una figlia, dai militari del posto in collaborazione con quelli di Montecatini coordinati dal capitano Enrico Vellucci. E proprio il capitano, con il tenente Fabio Manzo, responsabile del nucleo operativo, e il luogotente, Giuseppe Guarnera di Ponte Buggianese e del maresciallo Amanzio Marsili di Buggiano, ieri mattina ha fornito ulteriori dettagli sulla fine della fuga di Dori.

I contatti. Fin da sabato sera gli investigatori avevano avviato una serie di riscontri sui familiari e gli amici di Dori, di etnia sinti e in rapporto con diversi campi nomadi del nord Italia. Erano persone che l'uomo avrebbe potuto contattare per chiedere ospitalità. Nel suo girovagare avrebbe passato alcuni notti anche a Trento e Vicenza. Ma è a Mira che la sua corsa è terminata mercoledì sera dove gli inquirenti presumono stesse per bussare alle porte di amici e parenti tra la riviera del Brenta e Mestre. In particolare era stata tenuta d'occhio la casa di una figlia del fuggitivo.

L'arresto. Paolo Dori non ha reagito e non era armato quando i carabinieri lo hanno bloccato all'uscita di un bar. In zona risiedono alcuni conoscenti che aveva frequentato fino a qualche anno fa. I carabinieri, partendo dal monitoraggio di uno di loro, mercoledì pomeriggio hanno verificato che il ricercato aveva contattato l'amico e che dopo essersi incontrati erano andati in un bar. A quel punto è stato organizzato il blitz, scattato poco dopo e che ha permesso di bloccare Dori. Ora si trova in carcere a Venezia.

Le accuse. Oltre al reato di tentato omicidio nella denuncia sul tavolo della Procura della Repubblica i carabinieri hanno aggiunto anche resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione per la guida del Doblò rubato a Grosseto.

Doppia fuga. Quella di sabato sera per Dori era stata la seconda fuga della giornata. Il 49enne, con numerosi precedenti e senza fissa dimora, era sottoposto a una misura alternativa alla detenzione in una comunità in provincia di Grosseto di messa in prova ai servizi sociali per problemi di alcol e droga. Prima ancora di mettere sotto il carabiniere, a suo carico pendeva un provvedimento di arresto del Tribunale di Sorveglianza di Siena per non aver fatto rientro nella comunità.

Il ferito. Il 36enne, di Montecatini, ferito al posto di blocco durante i controlli dei documenti di Dori è stato dimesso dall'ospedale di Pescia. Le sue condizioni sono in progressivo miglioramento soprattutto per la lesione all'ottava vertebra che aveva tenuto in apprensione i medici. In via di superamento anche il trauma cranico dovuto all'urto con un'auto in transito contro cui il militare era finito dopo essere stato travolto dallo sportello del Doblò guidato da Dori. Il prefetto Mauro Lubatti e il sindaco di Pescia Roberta Marchi sono andati a trovarlo in ospedale. Rientrerà in servizio alla stazione di Ponte Buggianese tra qualche settimana.

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