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Consenso bipartisan al nuovo presidente

In consiglio comunale astensione di incoraggiamento dell’opposizione per Salvatore Leggio

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PESCIA

Non ha riservato particolari sorprese il consiglio comunale di giovedì sera, che ha dato il benvenuto a Salvatore Leggio nel ruolo di nuovo presidente. Una carica conquistata con i voti favorevoli di tutta la maggioranza e con l’astensione dei consiglieri di opposizione, che hanno deciso di concedere un’apertura di credito al rappresentante di Fli.

«Il ruolo che mi accingo a rivestire – ha detto Leggio – rappresenta un traguardo tanto importante quanto inatteso. L’impegno che metterò da oggi in poi nel garantire l’imparzialità che questo ruolo impone ripagherà della fiducia che mi è stata dimostrata».

La nuova carica assunta da Leggio, insieme a quella di vicesindaco appena ottenuta dall’ex presidente del consiglio, Oliviero Franceschi, è stata il prezzo che il sindaco, Roberta Marchi, ha dovuto pagare per continuare a mantenere la stabilità della propria maggioranza.

Una maggioranza che dall’inizio del mandato ha visto una progressiva frammentazione: prima con la nascita del gruppo della Lega, e poi con quella del gruppo di Futuro e Libertà, sempre alleati, ma comunque intenzionati a contare di più e a far sentire il loro peso nella decisioni importanti. Il conto più alto però è toccato all’assessore Roberto Franchini che ha visto revocare il suo incarico per far posto a Franceschi.

Critica l’opposizione su queste mosse, grazie alle quali il sindaco si è assicurato una maggiore fedeltà da parte dei due gruppi alleati e numeri più solidi in consiglio, visto che il passaggio di Franceschi in giunta ha liberato un posto, da ieri occupato dal consigliere, Giancarlo Pellicci, in quota Pdl.

«Quella che ha portato avanti – ha detto al sindaco il capogruppo del Pd Antonio Abenante – è un’operazione politica che contiene una certa dose d’azzardo, e con significati ben precisi. Mi pare infatti di capire che lei, sindaco, ha in questo modo reso palese la sua decisione di ricandidarsi. Lascia incassare la golden share alla Lega e allo stesso modo riesce a ridimensionarla. Ha preso atto di una situazione mutata e cerca di girarla a suo vantaggio e ora, visto che problemi di numeri e di maggioranza non ce ne sono più, non ha più nemmeno alibi, né scusanti. Perché ora ci si aspetta quel cambio di marcia che invece non credo che ci sarà».

«La durezza delle questioni che interessano questa città – ha concluso Abenante – è tale che non si può pensare di risolvere attraverso un teatrino della politica, poiché se divergenze programmatiche importanti non c’erano fra i membri della sua maggioranza, allora la mossa che è stata portata a termine è servita a risolvere solo un problema di fondoschiena e di poltrone».(f.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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