Sicurezza
Sosta a pagamento all’ospedale: fumata nera
Si farà un nuovo incontro fra sindacati, Comune, Asl e Pepar sul caso parcheggi
PESCIA Fumata nera nel faccia a faccia tra sindacato, Comune, Asl e ditta Pepar, la società chiamata a gestire i parcheggi, sul caso delle soste a pagamento all’ospedale. L’incontro si è tenuto mercoledì, ma le richieste del sindacato paiono destinate a restare inevase. «Il sindaco Marchi – commenta il delegato della Cisl Francesco Paoli, presente alla trattativa – sostiene di aver ereditato il problema e che pare (avendo sentito importanti personalità legali) impossibile risolvere il contratto con la Pepar. Pertanto il Comune potrà svolgere solo un’azione di mediazione. Marco Bonini e Daniela Mannaioli, che rappresentavano l’azienda sanitaria, hanno fatto presente che l’Asl non ha fondi economici da investire nei parcheggi e che la stessa non potrà, pertanto, intervenire a favore dei dipendenti. Per quanto riguarda infine la ditta Pepar, il suo rappresentante Incerpi ha risposto, a domanda precisa, che la tariffa massima oraria prevista nel contratto è di 2,5 euro l'ora, ma che la Pepar stessa non ha intenzione di applicarla. La riunione si è conclusa con l’accordo di convocare, quanto prima, un altro tavolo di concertazione, dove il comune e l’azienda Pepar forniranno dati precisi e proposte concrete». «Riguardo a questa problematica – fa eco il segretario provinciale di Funzione Pubblica Andrea Bini – la Cisl da sempre si è detta contraria a qualsiasi forma di pagamento dei parcheggi per i dipendenti dell’Asl 3 e coglie ulteriormente l’occasione per ribadirlo con fermezza, sia all’azienda che al Comune. Nessuno può pensare di far passare in silenzio un tale problema, che da molti mesi stiamo affrontando, senza per altro trovare validi appoggi di sostegno alla nostra lotta». E proprio su questo punto Bini replica al consigliere Pd MarcoNiccolai, intervenuto sulla questione nei giorni scorsi, definendo sconcertanti le sue parole: «Ad ascoltare il sindaco Marchi il problema dei parcheggi è nato nella precedente giunta, a guida Pd. Quindi, se questo corrisponde al vero, ne deduciamo che se invece di mettersi a dare medaglie al merito (a nostro giudizio anche immeritate in un momento, tra l’altro, molto delicato di elezioni sindacali, cosa questa siamo certi non gli sarà sfuggita) si fosse, a suo tempo concretamente preoccupato del problema, non ci troveremmo oggi in questa situazione critica. Comunque tutto questo non ci sorprende, ci siamo abituati, quello che è certo è che non molleremo certo la presa tanto facilmente. Come sempre siamo e saremo dalla parte dei lavoratori e della cittadinanza senza schieramenti politici e differenze di bandiera, non tutti possono permetterselo, noi sì».
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