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MONSUMMANO Un consiglio comunale di fuoco, ricco di colpi scena. Ecco come si è presentata la seduta dell’assemblea svoltasi mercoledì sera all’Osteria dei Pellegrini. Undici i punti all’ordine del...

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MONSUMMANO

Un consiglio comunale di fuoco, ricco di colpi scena. Ecco come si è presentata la seduta dell’assemblea svoltasi mercoledì sera all’Osteria dei Pellegrini. Undici i punti all’ordine del giorno, ma alla fine ne sono stati discussi sette, anzi sette e mezzo.

All’ottava questione, infatti, la minoranza, seguita dalla presidente del consiglio Giovanna Perone (che sostituiva l’assente Fabrizio Del Mastio) ha abbandonato la sala consiliare, facendo così mancare il numero legale per poter continuare.

Ad accendere, anzi ad infervorare, gli animi dei consiglieri non è stato tanto l’argomento sul quale la minoranza ha abbandonato l’aula (un ordine del giorno presentato da Enrico Mariotti, Paolo Menchi e Giampaolo Balcarini sulla solidarietà ai comuni alluvionati e la salvaguardia dal rischio idrogeologico), quanto il veder respinta la mozione di sfiducia verso il presidente del consiglio Fabrizio Del Mastio.

Quest’ultimo, anche se non presente, è stato il vero protagonista di un animatissimo dibattito: parzialità, favoritismi, mancanza di collaborazione,queste le accuse avanzate da Alessio Boldrini, Renata Bonelli, Pierluigi Cesario, Sergio Miglianti, Michele Moceri, Giovanna Perone e Tiziana Adele Scannella.

« Il presidente del consiglio deve rappresentare l’intera assemblea, deve ispirarsi ai criteri di imparzialità – hanno dichiarato con forza Boldrini e Cesario – noi siamo inesperti e non preparati su tanti aspetti, ad esempio nel presentare gli ordini del giorno, e Del Mastio ci ha a più riprese ostacolato invece di aiutarci».

«La mozione di sfiducia è un atto grave e forte – ha aggiunto la Perone – ma è anche l’unico strumento che abbiamo noi in questo momento per il rispetto delle regole e dei ruoli. La situazione non è emersa negli ultimi giorni, ma si protrae da tempo. Quest’atto parte da una condizione pregressa. Già nell’aprile 2008 alcuni colleghi chiedevano delucidazioni per sapere se Del Mastio avesse un comportamento corretto. Cambia la giunta, cambiano i consiglieri, ma non il contesto. È in pericolo il nostro ruolo. Abbiamo il diritto di avere un presidente imparziale, altrimenti permane questo senso di frustrazione. Più volte Del Mastio ha ostacolato e non agevolato la nostra funzione. Questa mozione vuol cercare di farci svolgere al meglio il nostro compito istituzionale».

Di tutt’altro avviso il sindaco Rinaldo Vanni e gli altri capigruppo di maggioranza, che avevano cercato in ogni modo di far ritirare quella mozione».

«Questo atto politicamente è una frana – ha risposto il primo cittadino – perché cerca di incuneare e dividere la maggioranza. Il presidente non c’entra nulla, non siete riusciti a documentare niente né a dimostrare nulla».

«Anch’io ho avuto più volte da ridire con il presidente- ha sottolineato il capogruppo della lista civica Balcarini – quando facevo parte della minoranza. È vero, c’è l'arroganza di chi sa molte cose e di chi non sa e vuol sembrare di sapere. D’altronde una mozione del genere è veramente forte ed eccessiva». Alla fine la mozione ha avuto 11 voti contrari contro i 7 favorevoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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