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False regolarizzazioni: chiusa l’inchiesta

Tredici gli indagati sotto accusa per aver creato un sistema di permessi di soggiorno ai clandestini con datori di lavori fittizi

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Chiusa l'inchiesta "Doubtfire" su un presunto giro di false regolarizzazioni di clandestini che nell'ottobre scorso portò all'emissione di tredici ordinanze di custodia cautelare, di cui sette in carcere e sei ai domiciliari. La Procura della Repubblica ha notificato ai tredici indagati l'avviso di chiusura delle indagini. Le difese hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere sentite dal pm o per produrre nuovi documenti.

Secondo le indagini della squadra mobile della questura l'organizzazione agiva su tre livelli: i promotori dell'associazioni a delinquere, i reclutatori e i finti datori di lavoro. Oltre al concorso nel reato di falso e nell'agevolazione della permanenza clandestina nel territorio dello Stato, promotori e reclutatori devono rispondere anche dell'associazione a delinquere. I datori di lavoro di facciata sono invece accusati di falso e concorso nell'agevolazione della permanenza clandestina.

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