Il dolore
Un’altra casa per chi non ha un tetto
In via Marruota l’inaugurazione della struttura che ospiterà cinque persone che comparteciperanno a pagare l’affitto
MONTECATINI
È stata inaugurata ieri in via Marruota 29 la seconda struttura montecatinese volta ad accogliere coloro che non hanno una fissa dimora.
Grazie alla collaborazione tra soggetti pubblici e privati, quali la Società della salute, la Caritas diocesana di Pescia e la Cooperativa il Ponte, è stato possibile mettere a disposizione un appartamento in grado di ospitare cinque persone. Quest'ultime, però, contribuiranno con 100 euro mensili al mantenimento dell'alloggio e alle spese. L'obiettivo principale consiste nel tentare di reinserire nella società quanti si trovano in una situazione difficile, dando loro l'opportunità di emanciparsi e di divenire autonomi.
Potranno usufruire di questo aiuto esclusivamente coloro che hanno la residenza in uno tra gli undici comuni della Valdinievole, o coloro che negli anni passati sono stati residenti nella zona. Esclusi, quindi, gli stranieri senza permesso di soggiorno e quanti provengono da fuori regione. Al contempo non potranno essere inseriti in questo progetto, che è ancora in una fase sperimentale, i tossicodipendenti o gli alcol - dipendenti, mentre saranno tenute in considerazione le richieste di chi soffre di disturbi psichici non gravi.
Le sette stanze dell'edificio in zona sud saranno autogestite dai cinque uomini adulti, con un'età media di 50 anni, privi di una famiglia e in grado di svolgere qualche lavoro saltuario per mantenersi. Il contratto di locazione è stato sottoscritto dalla Caritas e dalla Società della salute, in qualità di garanti. In tal modo i servizi costituiranno una sorta di rete di protezione per gli “affittuari”. Nel momento in cui non vi siano più le condizioni di autonomia, gli inquilini potranno tornare ad appoggiarsi all'Accoglienza notturna, in via delle Marche. «È una goccia nel mare – ha commentato il vescovo, monsignor Giovanni De Vivo al momento della benedizione – ma il mare è costituito da gocce e questa casa è un segno di speranza».
«Oggi (ieri, ndr) emerge l'efficacia della Società della aalute – ha aggiunto il presidente Daniele Bettarini – è un esempio concreto del radicamento sul territorio di questa associazione e una prova della sinergia tra i sindaci valdinievolini, le Usl e quanti si prodigano nell'aiuto dei più bisognosi. Mi auguro che sia l'inizio di tante altre occasioni. E' necessario credere nella solidarietà e andare avanti».
«Dobbiamo stringerci con i più deboli – ha sottolineato il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi – rivedendo i modelli della nostra società. In questo periodo di crisi vediamo scivolare anche persone a noi vicine e forse c'è una maggior consapevolezza della povertà e dei problemi di sopravvivenza».
«Quando abbiamo aperto il primo centro di accoglienza temevamo che divenisse un albergo – ha concluso Claudio Bartolini, direttore della Società della salute – non è stato così. Il nostro impegno è volto ad includere socialmente gli emarginati, reinserendoli a pieno titolo nella comunità».
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