Sicurezza
La scalata di Montalbano tra le “big” dei sottoli
L’industria agroalimentare di Lamporecchio punta ai 40 milioni di fatturato Il presidente Oriana: «Qualità costante, rinnovo del prodotto e certificazioni»
LAMPORECCHIO
Crescere in un periodo di profonda crisi per l'economia. Una performance – l'aumento del fatturato del 30 per cento in un anno – che ha dell'incredibile, soprattutto se si pensa che a farla è stata un'azienda “piccola” (anche se tanto piccola ormai non lo è più).
Della Montalbano Industria Agroalimentare (che produce conserve, sottoli, sughi e salse da bruschette) ormai si può parlare come di un “miracolo italiano” che non è sfuggito neanche a “Milano Finanza”, che gli ha dedicato un ampio articolo intitolato “La piccola Montalbano fa tremare i big degli antipasti”.
«Ma noi non facciamo tremare proprio nessuno», commenta il presidente e fondatore dell'azienda, Giuseppe Oriana (presidente anche di Assindustria Pistoia). Sarà, ma i confronti con i competitor parlano chiaro: la Montalbano ha venduto nel 2011 4,8 milioni di confezioni e vasetti, con un rialzo del 40%, contro il calo della Saclà dell'11%, della Ponti dell'8,4% e della Coelsanus del 6,8%.
Eppure 15 anni fa l'azienda navigava in ben altre acque. «L'ho presa – racconta Oriana – dalla dismissione di un fondo d'investimento in amministrazione controllata. Siamo ripartiti da zero: non c'erano prodotti in esportazione, il marchio era pressoché inesistente e avevamo solo 15 dipendenti». Ora vi lavorano più di 50 persone e il fatturato è passato in 15 anni da 3 a 30 milioni di euro. Lo scorso anno, poi, il boom, con un fatturato lordo cresciuto da 22,5 milioni (del 2010) a 29 milioni. Come è stato possibile? «La prima intuizione – risponde Oriana – è stata quella di cambiare nome al prodotto: Montalbano Gusto Party è subito piaciuto anche ai giovani. Poi abbiamo investito su comunicazione, pubblicità e prodotto. Negli ultimi anni, infine, c'è stato il salto definitivo, dovuto a un mix di fattori: la costante qualità che crea soddisfazione nel cliente, le certificazioni internazionali (importanti soprattutto nei mercati americano e inglese), il continuo rinnovo del prodotto e la scelta di lavorare esclusivamente con la grande distribuzione (Coop, Conad, Carrefour, Auchan, Metro)». Ora l'azienda punta i 40 milioni di fatturato.
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