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Bimba comprata, coppia di Ponte chiede di patteggiare

Bimba comprata, coppia di Ponte chiede di patteggiare

I coniugi sono accusati di falso e alterazione di stato civile Scoperto il giro illecito collaborarono con i carabinieri

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PONTE BUGGIANESE

Un patteggiamento per mettersi alle spalle l'inchiesta "Ladri di bambini" deflagrata nel marzo 2008 con sette arresti e che ora vede undici imputati davanti al gup del tribunale di Nocera Inferiore chiamato a decidere su archiviazione o rinvio a giudizio.

Lo ha chiesto la coppia di Ponte Buggianese coinvolta nell'indagine con due coniugi del Beneventano - le mogli sono sorelle - accusata di falso in atto pubblico e alterazione di stato civile. Il gup ha tenuto la prima udienza nei giorni e ha rinviato la decisione alla fine di maggio.

Nello scenario messo a fuoco dai carabinieri le due coppie, attraverso una mediatrice, sarebbero state le acquirenti di due gemelle di etnia rom. I coniugi pontigiani, lui 44 anni, operaio, lei 40 anni, casalinga, si erano avvicinati con l'altra coppia a un'associazione attiva nelle pratiche di adozione guidata da Luigia Giordano, 57 anni, di Corbara (Salerno), arrestata con i sei rom poco prima dello scambio soldi-neonata. Alla fine, però, nella ricostruzione dei fatti svolta dagli investigatori è emersa la consapevolezza delle coppie di essere finite in un giro illegale. Non si trattava di dare un contributo per sveltire pratiche comunque regolari. La storia era ben diversa. Avevano capito che i bambini venivano venduti. E a quel punto, dopo aver preso contatti con i contatti, i coniugi di Ponte si trasformarono in "agenti provocatori" grazie ai quali la vendita della piccina venne portata avanti solo allo scopo di incastrare i mercanti di esseri umani.

Due bambine spacciate come gemelle, Giusy e Jessica, partorite in un campo nomadi, stavano per essere vendute dall'organizzazione alle due coppie che avevano già sborsato 32mila euro. I coniugi di Ponte avevano pagato 18mila euro per una bimba nata il 19 novembre all'ospedale di Nocera Inferiore. Dalla mediatrice italiana, Luigia Giordano, avevano ottenuto un attestato di nascita falsificato con il quale si sosteneva che la neonata era venuta al mondo il 19 novembre 2007. Con quel documento la coppia pontigiana aveva registrato la piccola a Nocera Inferiore e, a sua volta, il Comune campano aveva trasmesso gli atti a quello di Ponte. Tutto in regola, all'apparenza. Ma lo stato di famiglia era un falso. Dopo aver cercato di comprare una figlia che non potevano avere per vie naturali avevano collaborato con i carabinieri per far incastrare, anche con intercettazioni telefoniche, la sensale di neonati e, secondo l'accusa, promotrice del giro. La linea difensiva della coppia, analoga a quella del Beneventano, è sempre stata quella di due aspiranti genitori truffati che, quando si sono accorti del raggiro, sono corsi a denunciare il mercato dei neonati.

Pietro Barghigiani

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