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Appello contro la condanna di risarcimento al ministero

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MONTECATINI Farà ricorso contro la sentenza della Corte dei conti che lo ha condannato a pagare 26mila euro alloStato per responsabilità e danno erariale . Lo annuncia l’avvocato Mariaelisabetta...

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Farà ricorso contro la sentenza della Corte dei conti che lo ha condannato a pagare 26mila euro alloStato per responsabilità e danno erariale .

Lo annuncia l’avvocato Mariaelisabetta Santoro, legale del dottor Valerio Vannelli, ex docente al liceo Salutati finito davanti alla magistratura contabile per le prolungate assenze in classe sostenute da certificati medici. Nei giorni di malattia l’insegnante continuava, però, a svolgere la libera professione di commercialista e curatore fallimentare. Di qui l’inchiesta della Corte dei conti conclusa con la condanna.

Afferma l’avvocato Santoro: «Il problema in cui purtroppo si è venuto a trovare il dottor Vannelli è dovuto all'incompatibilità che esiste tra l'assenza per malattia di un dipendente pubblico e il contemporaneo svolgimento di una libero professione. Un libero professionista non ha sostituti, non ha supplenti, può delegare ai propri colleghi di studio e praticanti una buona parte del lavoro quando è malato, ma vi sono degli adempimenti che comunque necessitano della presenza fisica della persona titolare. Questo è ciò che avvenuto. Negli ultimi tre anni fin dal momento dell'insorgenza della patologia di cui è affetto Vannelli, questi ha delegato quasi tutta la sua attività d'ufficio ai collaboratori dello studio, riducendo drasticamente la sua presenza e il suo apporto fattivo all'attività di studio, senza potersi esimere dal tutto e dovendo in determinate circostanze presenziare direttamente».

Il commercialista ha lavorato per il ministero dell'Istruzione senza fare mai assenze per molti anni. Quando ha avuto a che fare con una patologia «certificata, documentata e non contestata, ha cominciato a usufruire di lunghi periodi di assenza per impossibilità proprio a svolgere l'insegnamento» sottolinea il legale.

Vannelli era docente part-time dal 1997 ed esercitava anche la libera professione di commercialista come consentito dalla legge.

«Lo stato di salute del dottor Vannelli non è stato oggetto di giudizio, attraverso perizie – prosegue l’avvocato - né sono state contestate le certificazioni mediche prodotte, che sono state sempre tutte confermate dai medici del servizio pubblico all'esito delle visite fiscali». Per il legale «il problema oggettivo che è intrinseco alla natura dell'attività del libero professionista è che seppur malato è costretto a porre in essere determinati adempimenti». Infine, l’avvocato rimarca il fatto che «due dei tre pedinamenti fatti a carico del Vannelli riguardavano l'essere andato a un centro a fare un prelievo di sangue, e in due casi l'essersi altresì recato dal proprio specialista di riferimento, fatti che non sono stati tenuti in considerazione».

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