Il Tirreno

Montecatini

In consiglio i misteri del caso Coad

di Francesca Maltagliati

Pescia all’oscuro del progetto di adeguamento del depuratore di Veneri. E il futuro dei lavori resta incerto

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PESCIA

Il futuro del depuratore di Veneri tornerà al centro della discussione del consiglio comunale, impegnato, domani sera, con un ordine del giorno che, oltre alla nomina del nuovo presidente e all’entrata di un nuovo consigliere, prevede anche un’interrogazione di Pescia Democratica. La lista civica chiede appunto chiarimenti sull’annosa questione del Coad e, soprattutto, sul progetto di finanza per l’adeguamento dell'impianto di depurazione di Veneri, un progetto di cui la città di Pescia è rimasta all'oscuro fino a pochi mesi fa.

Una vicenda paradossale, dai contorni poco chiari e indefiniti, soprattutto se si pensa che il depuratore è sul territorio pesciatino.

Coad. È il consorzio che si occupa della gestione del depuratore stesso, e che si trova in stato di liquidazione da anni. In proposito Pescia Democratica chiede chiarimenti «sull’ipotesi ventilata a suo tempo da parte dell’amministrazione pesciatina, di revocare la liquidazione e riattivare la società». Ipotesi nata dal fatto che, finora, le proposte di liquidazione non sono parse accettabili. Un’eventuale riattivazione della società potrebbe far riacquistare al Comune di Pescia un ruolo centrale nella gestione dei beni, ma anche risolvere la questione del progetto di finanza, della cui realizzazione potrebbe occuparsi la società stessa, magari rinata con un'altra veste e con finalità diverse e che potrebbe contemplare fra i suoi scopi quello della produzione e dello sviluppo di energie alternative.

Progetto di finanza. A svelare il mistero sul project financing era stato, diversi mesi fa, l’assessore Marino Angeli. Questi aveva triovato notizie, poi confermate dal sindaco di Villa Basilica Giordano Ballini in un’intervista al Tirreno. Il progetto era stato oggetto di una gara nel 2008, vinta e affidata l’anno successivo (ma i lavori non sono ancora partiti né ancora è stato firmato alcun contratto) ad un’associazione temporanea d’imprese formata dal Consorzio Torrente Pescia, dalla ditta lucchese Cipriano Costruzioni e dall’azienda Cma di Cassino.

Pescia all’oscuro. Come il comune di Pescia sia finora rimasto ignaro della cosa è presto detto. Con un atto del consiglio pesciatino del 27 novembre 2008 venne integrata una convenzione col Comune di Villa Basilica sulla gestione dell’impianto di depurazione. Con quell’atto vennero affidate a quest’ultimo ente in via definitiva, e indipendentemente dalla qualifica di capo convenzione, le competenze sulla gestione di tutti gli atti relativi alla gara di projet financing già in corso per il ripristino e l’adeguamento degli impianti di depurazione, e ciò fino alla stipula del contratto definitivo. Il 2009 ha poi visto l’entrata in Comune di una nuova maggioranza, che si è trovata a giochi fatti con la gara affidata.

Vie legali. Una volta entrato in possesso delle informazioni su quanto accaduto (informazioni che comunque è stato necessario cercare, poiché né il Comune di Villa Basilica, né i commissari liquidatori del Coad avevano mai fatto riferimento al progetto di finanza), l’assessore Angeli ha messo in moto l’amministrazione, che adesso ha deciso di affidarsi a un legale per valutare se tutti gli atti siano stati fatti in modo legittimo visto che, in pratica, il comune di Villa Basilica ha affidato un progetto che riguarda dei beni che sono ancora di proprietà di un consorzio in liquidazione. Ma la questione, se approfondita, appare ancora più complessa. Se andiamo a vedere la composizione interna del Consorzio Torrente Pescia, uno degli aggiudicatari della gara, è impossibile non notare che fra i componenti ci sono circa una decina di cartiere situate fra Pescia e Lucca (del reso il progetto di finanza prevede “il ripristino e l’adeguamento dell’impianto di depurazione consortile a servizio delle cartiere della vallata del torrente Pescia di Collodi”), ma anche lo stesso Comune di Villa Basilica, che ha redatto il progetto di finanza, ha fatto la gara e poi l’ha vinta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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