Il Tirreno

Montecatini

Esattore rapinato in strada: un arresto

di Pietro Barghigiani
Esattore rapinato in strada: un arresto

La polizia denuncia il complice. Sono due pendolari provenienti da Catania bloccati con un blitz in un albergo

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MONTECATINI

Li hanno sorpresi, dopo ventiquattro ore di appostamenti, in una camera d’albergo in centro con le valigie fatte e pronti alla fuga.

A tradire i due pendolari del crimine, entrambi catanesi, è stato il soggiorno prolungato in città dopo il colpo avvenuto il 13 febbraio ai danni di un collaboratore di una società di recupero crediti di Pistoia. Per la polizia stavano progettando altri colpi, alzando il tiro nella qualità dei bersagli e ampliando il campo d’azione a banche e gioiellerie. Nonostante la lontananza da casa non si erano dimenticati della famiglia. Tra il materiale sequestrato ci sono anche dei vaglia postali inviati alla moglie di uno degli indagati che, da buon padre di famiglia, partito da Catania per “lavorare” a Montecatini aveva mandato i soldi a casa.

In carcere è finito Carmelo Tambone, 39 anni, ( difeso dall’avvocato Rossella Del Rosso) considerato l’autore materiale della rapina. Denunciato per il concorso nello stesso reato un catanese di 34 anni che si trovava accanto alla macchina, lato passeggero. Il provvedimento è stato chiesto dai pm Claudio Curreli e Giuseppe Grieco e firmato dal gip Alessandro Buzzegoli.

Sono stati il questore Maurizio Manzo e il dirigente del commissariato Corrado Mattana a illustrare l’indagine condotta dalla squadra di polizia giudiziaria guidata dall’ispettore capo, Franco Gigliotti.

La rapina. Sono le 18,45 di lunedì 13 febbraio quando in via Tevere l’esattore, 58 anni, spegne il motore della sua auto e viene affiancato, a piedi, da due individui. Secondo l’accusa Tambone apre con violenza la portiera del lato conducente, mentre il complice compie lo stesso gesto sull’altro sportello. Pistola in pugno il bandito punta l’arma al volto dell’uomo intimandogli di consegnare la borsa, sistemata sul sedile del passeggero.

«Con una certa violenza – spiega il vice questore aggiunto Mattana - gli viene anche preso il cellulare che aveva dentro il giaccone». Arraffata la borsa i due scappano. Dentro trovano qualche centinaio di euro. È andata male perché a volte il professionista conserva cifre ben più consistenti. E qualcuno alla batteria di rapinatori in missione toscana glielo avevo assicurato.

Il basista. Non si viene da Catania a Montecatini per rapinare il primo passante. Gli investigatori sono convinti che in zona ci sia un basista che ha informato i due dell’occasione propizia, anche se poi il bottino non è stato all’altezza delle aspettative.

Altri colpi. «Da quello che ci risulta – aggiunge il questore - erano in città dai primi di gennaio. Sono tornati in Sicilia una volta. E a Montecatini non erano certo in villeggiatura. Stiamo facendo verifiche in tutta la Toscana e anche in Valdinievole su eventuali collegamenti tra i due e altre rapine consumate nelle scorse settimane. Invitiamo chi potesse riconoscere l’arrestato a farsi avanti».

I vaglia. Nella camera d’albergo gli agenti nel blitz avvenuto alle 17 hanno trovato il cellulare preso all’esattore e i capi di abbigliamento - sciarpa e giubbotto di pelle - indossati dal principale indagato che in foto è stato riconosciuto dal rapinato. Ma niente pistola. Tra i documenti rinvenuti ci sono stati anche alcuni vagli postali per circa 400 euro che Tambone ha spedito alla moglie a Catania nei giorni precedenti l’arresto. «Non escludiamo che possano essere provento di attività illecita» spiega Mattana che annuncia ulteriori accertamenti prima di chiudere l’indagine.

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