Sicurezza
Gestione termale ai privati grazie anche agli incentivi
Sindaco e Regione interessati alla proposta di legge dell’onorevole Vannucci Il sottosegretario Cardinale: «Il settore rimanga all’interno del servizio sanitario»
MONTECATINI
Dagli stati generali del termalismo (promossi dall'Ancot, l'associazione che riunisce i Comuni termali italiani) arriva la notizia di una proposta di legge che agevolerebbe la privatizzazione delle nostre terme. In pratica particolari sgravi fiscali “olierebbero” un meccanismo (quello della gestione privata della società) che anche la Regione è tornata a ribadire come uno dei suoi obiettivi.
Convegno. L'incontro “Terme: un nuovo benessere per il nostro Paese” è andato in scena ieri allo stabilimento Excelsior. Vi hanno partecipato istituzioni e operatori, coordinati dal presidente dell'Ancot Massimo Tedeschi e i cui lavori sono stati chiusi dal sottosegretario del ministero della Salute, Adelfio Elio Cardinale.
Operazione salvataggio. L'obiettivo dell'incontro era quello di sollecitare Governo e Regioni a puntare l'attenzione sulla crisi del settore termale e dare risposte adeguate, partendo dall'approvazione di una legge di riordino presentata da Massimo Vannucci (presidente dei “Parlamentari amici del termalismo” e anch'egli presente ieri). Il presidente dell'Ancot, Tedeschi ha anche chiesto che il Servizio sanitario nazionale possa «garantire cicli di cura termale già riconosciuti agli assistiti Inail: l'incremento di utenza permetterebbe la valorizzazione di presidi, acque, strutture termali e turismo».
Via libera a privatizzazioni. La legge vuole distinguere chiaramente il settore termale dal benessere delle tante Spa sorte negli ultimi tempi e supportare le aziende termali con adeguate disposizioni fiscali che consentano di far fronte all'implementazione dei servizi e ampliare il proprio mercato. Ma più in particolare si rivolge alle 13 strutture ex-statali (e tra queste le Terme di Montecatini) alle quali sarebbe concesso un «credito d'imposta e detrazione Iva quali incentivi temporanei (tre anni) alla ristrutturazione e al rilancio dell'attività». Si chiede in sostanza al Governo di concedere (con finalità anche di privatizzazione) incentivi fiscali, crediti d'imposta, linee di credito agevolate (con restituzione del debito a lungo termine). «In questa proposta – ha detto il sindaco, Giuseppe Bellandi – vediamo molte possibilità per le Terme». E anche la Regione, con il dirigente Antonino Melara, ha detto che metterà «ancora risorse nel settore termale, ma la volontà è, una volta che la società riuscirà a camminare con le proprie gambe, uscire dalla gestione favorendo l'ingresso di privati».
Certezze. Più certezze “per evitare il collasso” di un settore come quello termale che conta 378 strutture e 65mila addetti. Questo l'appello del presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci. «Serve un quadro di certezze per salvare lo straordinario patrimonio termale italiano che rappresenta un'insostituibile risorsa sanitaria e un'attrattiva per i territori».
Il sottosegretario. «Il termalismo rimanga all'interno del Servizio sanitario nazionale per evitare di trasformarsi in un'attività semi-alberghiera e impedire che una risorsa così importante non riesca a intercettare le domande del pubblico verso la medicina complementare». E' quanto ha detto il sottosegretario alla salute Cardinale. «Il rischio è che il cittadino si rivolga verso attività pseudo sanitarie: dovrebbe essere invece il termalismo a dare risposte a queste esigenze». Per Cardinale, poi, la crisi del servizio sanitario in Italia deriva anche dalla «impossibilità per il Ministero di dare indicazioni unitarie, in quanto tutte le Regioni legiferano in autonomia, mentre la sanità dovrebbe tornare a essere più centralizzata».
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