Italia
«Scelta per il bene della città»
Il sindaco spiega i motivi del rimpasto smentendo le dietrologie su modi e motivazioni
PESCIA
«Una scelta necessaria, guidata dal senso di responsabilità»: il sindaco di Pescia Roberta Marchi interviene per spiegare alla cittadinanza le decisioni che hanno portato, negli ultimi giorni, al rimpasto della giunta comunale, con il cambio della guardia fra Roberto Franchini, che ha lasciato il suo incarico di assessore all’ambiente, e l’ex presidente del consiglio comunale Oliviero Franceschi, che fa ottenere al suo partito, la Lega Nord, la poltrona di vicesindaco oltre alle deleghe dello stesso Franchini.
Uno stravolgimento grazie al quale adesso anche Futuro e Libertà potrà ambire a un posto di maggior potere, quello di presidente del consiglio comunale, lasciato appunto vacante da Franceschi.
«Voglio sottolineare – spiega il sindaco – che si tratta di un’operazione di natura esclusivamente politica, un’operazione che ha preso il via più di un anno fa, quando sono cambiate le geometrie politiche a livello nazionale, con le conseguenti ripercussioni anche a livello locale. Abbiamo assistito così alla disgregazione di grandi partiti politici e al nascere di nuove formazioni che, a Pescia, hanno portato al dimezzamento dei consiglieri della maggioranza che facevano parte del Pdl. Era quindi doveroso apportare dei cambiamenti. Non era più pensabile una giunta composta solo da rappresentanti del Pdl. Mi sono quindi rivolta alle forze politiche che gravitano intorno al centrodestra, dalle quali è emersa chiaramente la volontà e la necessità di proseguire questa legislatura nell’interesse prima di tutto della città, che si trova a metà strada verso il raggiungimento di importanti traguardi. Abbiamo da poco approvato il piano strutturale e adesso dobbiamo pensare al regolamento urbanistico. Inoltre c’è l’altra importante questione che vogliamo risolvere: quella finanziaria. Abbiamo un bilancio da risanare».
Accertata la volontà di andare avanti, e confermato l’accordo sul programma, che resta quello che è stato portato a suo tempo in campagna elettorale, restavano quindi da riorganizzare gli equilibri politici.
«Da tempo dovevamo prendere atto –dice infatti il sindaco – delle mutate condizioni politiche e la Lega Nord, dopo due anni e mezzo di mandato, ha ritenuto di volersi spendere più attivamente attraverso un ruolo in giunta, grazie al quale potrà anche intercettare meglio quelle che sono le istanze dei propri sostenitori».
Per quanto riguarda la scelta di revocare l’incarico proprio all’assessore Roberto Franchini il sindaco precisa che «le voci riguardanti le presunte divergenze politiche con quest’ultimo (che al congresso del Pdl, a differenze del sindaco Marchi, avrebbe appoggiato Lapenna ndr) sono solo delle malignità politiche, poiché la fiducia riposta nei confronti dell’ex assessore, scelto a suo tempo per la competenza, rimane».
«Anzi – continua il sindaco – voglio rivolgergli il mio ringraziamento e ringraziare anche Franco Baldaccini, che ha compreso le motivazioni di questo avvicendamento che lo ha portato a dover abbandonare il ruolo di vicesindaco (pur mantenendo l’assessorato ai lavori pubblici, alla viabilità e al patrimonio ndr)».
Per quanta riguarda la nomina del prossimo presidente del consiglio comunale questa avverrà nella prossima seduta del consiglio, prevista per giovedì primo marzo e, anche se ancora non è stato ufficializzato il nome, l’apertura del sindaco alla maggior partecipazione nell’amministrazione delle forze politiche di centrodestra, lascia presagire che il nome che uscirà dalle votazioni sarà quello del capogruppo di Fli, Salvatore Leggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google