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«Tettuccio degradato, intervenite»

La Soprintendenza sollecita la proprietà sull’urgenza di avviare il restauro

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Sa di stare male, il consulto dei medici ha già stilato diagnosi e terapia, ma non riesce a trovare i soldi per curarsi. Il risultato è che il Tettuccio non se la passa bene e si appresta a ricevere i curisti dell’imminente stagione termale più ammaccato che mai.

A niente è servito l’ennesimo sollecito della Soprintendenza di Firenze.

Affermano dal capoluogo fiorentino che «nel corso degli ultimi controlli effettuati con la proprietà, questo ufficio di tutela ha rinnovato l'invito ad avviare - con urgenza - gli interventi di restauro, secondo i modi correttamente definiti nel progetto di restauro già autorizzato nel luglio 2009, anche a motivo dell'estrema fragilità di alcuni contesti decorativi, oltre che delle complessive condizioni di degrado patito dall'edificio».

Insomma, la Soprintendenza invita a fare presto e bene quello che sulla carta è già stato stabilito più di due anni e mezzo fa.

Il progetto di recupero conservativo presentato dalle Terme è stato autorizzato dalle Belle Arti il 27 luglio 2009. Si tratta di un piano di interventi rivolto sia al restauro della struttura architettonica che degli apparati decorativi. Ma la società non ha le risorse finanziarie per mettere in sicurezza quello che il tempo e l’assenza di manutenzione sta deteriorando a vista d’occhio. Per il Tettuccio ci sarebbero anche dei contributi, ma a patto di ultimare i lavori.

«È stato individuato un presumibile importo ammissibile a parziale contributo su 6.547.191,64 di euro – spiega la Soprintendenza –. Tuttavia, non risultando avviato - ad oggi - alcun tipo di intervento, nonostante che la società delle Terme abbia già da tempo espletato le procedure utili per l'aggiudicazione dei lavori, la pratica di contributo non è stata ancora avviata».

Lo stato di salute dello stabilimento si offre alla vista dei turisti con il rosone sulla cupola del padiglione della musica dai colori sbiaditi. Ci si è abituati a scollamenti e cadute di pezzi di cornicione, spesso causate da infiltrazioni in aumento esponenziale in caso di abbondanti piogge. Sono sempre più numerose le porzioni sfaldate degli angoli o dei soffitti più vulnerabili che svelano la nudità di mattoni e longarine di ferro. Un impatto che stona tra i capitelli e le decorazioni ornamentali intrise di una magniloquenza a disagio con il deperimento dell'ambiente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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