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IN PADULE

Nuove regole sgradite a cacciatori e ambientalisti

Nuove regole per la caccia da appostamento fisso in Padule saranno discusse oggi in consiglio provinciale. Il dibattito verterà sulla proposta di delibera che verrà avanzata

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MONTECATINI. Nuove regole per la caccia da appostamento fisso in Padule saranno discusse oggi in consiglio provinciale.

Il dibattito verterà sulla proposta di delibera che verrà avanzata e che, si legge in un comunicato del movimento Caccia, Pesca ed Ecologia, riesce a scontentare contemporaneamente cacciatori e ambientalisti.

«Ci è difficile - si legge sulla nota di Cpe – capire il senso di questo provvedimento che, di fatto, diminuirebbe le distanze fra i vari appostamenti fissi agli anatidi in Padule, attualmente di 400 metri che sarebbero ridottia 200».

La preoccupazione è quella di uno spazio saturo, a danno anche dei cacciatori che vogliono praticare la caccia vagante e che, in base alla legge regionale, devono mantenere una distanza di 200 metri dagli appostamenti fissi occupati, cacciatori che «saranno di fatto esclusi dal Padule, perché l’intera area sarà satura di appostamenti».

C’è poi un altro motivo di perplessità: «Quello di limitare i nuovi appostamenti a 7».

«Se l’amministrazione – continua il Cpe – nonostante faccia capire che ci sono molti appostamenti in Padule ne vuole creare altri, perché limitarli a sette? Sono alcuni mesi che si parla di pressioni da parte di qualche cacciatore di Ponte Buggianese, verso esponenti della maggioranza, per attuare questo provvedimento. Addirittura c’è chi dice che alcuni terreni sono stati opzionati per l’acquisto con la condizione che si potesse avere l’autorizzazione a farci un appostamento di caccia. A quanto ci è dato di sapere lo spazio disponibile nel Padule per la creazione di nuovi appostamenti potrà essere al massimo di 12/13 unità. pperché limitare la possibilità solo a sette, creando di fatto un contenzioso legale fra chi ha ottenuto quanto richiesto e gli esclusi? Se si vuol fare la frittata almeno che sia uguale per tutti».

«Da alcuni anni – chiude l’intervento – abbiamo constatato che i rapporti fra ambientalisti e cacciatori, per quanto riguarda il Padule, sono di reciproco rispetto, addirittura (cosa non comune) in alcuni casi di collaborazione. Se viene approvata questa delibera che può diminuire la distanza di rispetto da 400 metri a 200 metri sicuramente ci sarà una forte opposizione degli ambientalisti, e non potranno prendersela con i cacciatori perché non ne saranno loro nel loro insieme a trarne vantaggio, ma pochi che verranno baciati dalla fortuna, così come i proprietari di quei terreni che prima non avevano alcun valore e dopo costeranno decine di migliaia di euro. Un’altra trovata geniale dell’assessore Fragai è stata quella di dire ai componenti della commissione consiliare della Provincia che, per agevolare i cacciatori che praticano la caccia vagante in Padule (visto che gli è stata tolta una parte del territorio), la caccia da appostamento potrebbe iniziare all’alba e terminare alle 9 di mattina».

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