Il dolore
Dal Cup al centro prelievi Le domande per l’Asl 3
Il Comitato per l’ospedale si prepara al vertice con l’azienda sanitaria Intanto la presidente respinge le accuse di conflitto d’interessi per l’ex conceria
PESCIA
Ma il Cup non doveva tornare nella sua sede a inizio febbraio? E la riapertura del centro prelievi? Queste e molte altre domande sono state al centro della discussione, lunedì sera, della nuova riunione del Comitato la Valdinievole per l’ospedale, che si sta preparando a un nuovo incontro con la dirigenza dell’Asl 3.
Un incontro dal quale ci si aspettano risposte anche su molti altri quesiti sulla riorganizzazione prevista per tutto il sistema sanitario.
«Il Comitato – annuncia su una nota – attende soprattutto la risposta all’impegno, emerso nell’ultimo incontro di Firenze, di rendere noto il piano di riorganizzazione burocratico amministrativa dell’unità sanitaria locale: questa informazione è fondamentale per provare a comprendere proposte di eventuali riorganizzazioni del modello sanitario per la cura del malato».
In pratica la dirigenza Asl aveva garantito che alla riorganizzazione (che per molti, comitato compreso, appare più come una semplice riduzione dei servizi per risparmiare soldi) sarebbe corriposta una riorganizzazione anche amministrativa e burocratica.
«Inoltre il Comitato – continua la nota – in previsione del prossimo incontro con il dirigente sanitario, nel quale saranno presentate anche altre richieste (compresa la data certa di fine lavori per l’apertura del nuovo pronto soccorso), ha intenzione di proporre una serie di successivi confronti pubblici che permettano al cittadino comune di capire quale sarà l’effettivo futuro per il nostro ospedale».
Nell’incontro è stata affrontata anche la questione del presunto conflitto d’interessi del presidente del Comitato, Serena Fantozzi, proprietaria della conceria Tre Chiodi, situata di fronte al Cosma e Damiano e, teoricamente, parte della cittadella ospedaliera. Conceria dove, dopo l’approvazione di un’osservazione in Comune, ora possono esser realizzati degli appartamenti.
Alloggi che, come aveva a suo tempo spiegato l’assessore all’urbanistica Oria Mechelli, dovevano essere comunque destinati a servizio dell’ospedale (rispettando così i vincoli di destinazione d’uso).
«L’ex conceria – dice Serena Fantozzi in un comunicato – offrirà ospitalità al personale sanitario, ai pazienti e ai loro familiari, inserendo al suo interno una nuova componente rispetto ai tradizionali spazi per studi medici e centri per cure e terapie rabilitative. Questa maggiore ampiezza di vedute , questa voglia di non lasciare morire il bastione, è stata interpretata come un conflitto d’interessi con la mia posizione di presidente del comitato. Ma con la salute non si scherza, non mi sento di giocare. Per questo dico a chi critica il mio operato trincerandosi dietro il conflitto d’interessi che io non mi dimetto».
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