Sicurezza
Vendita senza asta anche per la colonica dell’istituto agrario
Dopo due incanti andati deserti si ricorre alla trattativa Il Comune chiamato a far cassa per rientrare dal disavanzo
PESCIA
Al via la procedura negoziata anche per i terreni e la colonica di via Fiorentina.
Dopo i magazzini comunali l’amministrazione di Pescia sceglie di mettere in vendita, attraverso una trattativa privata, gli altri beni oggetto di due precedenti aste pubbliche, entrambe andate deserte. Con una delibera di giunta, approvata pochi giorni fa, il Comune ha infatti stabilito che l'importo a base della trattativa sarà di 172.500 euro, un valore di 18.500 euro inferiore rispetto all’ultima asta (che aveva già visto una svalutazione dei beni in questione, il cui valore iniziale era di 200mila euro).
Stessa sorte è capitata ai magazzini comunali delle Macchie di San Piero il cui importo è progressivamente sceso da un milione e 480mila a un milione e 131mila euro, fino ad arrivare al milione e 18mila euro attuale (oltre il 30% in meno rispetto al valore iniziale ed esattamente il 10% in meno rispetto all’ultima base d’asta come previsto dal regolamento).
Per quanto riguarda quest’ultimo bene, nonostante tutti gli sforzi compiuti, fino a oggi non è pervenuta al Comune nessuna offerta, e pare destinata al nulla anche l’ipotesi che vedeva il Cosea come un possibile acquirente. Nei piani dell’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nel comune di Pescia c’era infatti la costruzione di un impianto di recupero dei rifiuti differenziati proprio nell’area dei magazzini comunali. Progetto che adesso, con l’arrivo ormai alle porte del gestore unico dei rifiuti per l’Ato Toscana Centro, rischia di tramontare definitivamente.
Qualora il comune non riuscisse a vendere né i magazzini, né la colonica di via Fiorentina si annunciano tempi bui per la città dei fiori.
Il piano di rientro dal disavanzo accertato nel bilancio consuntivo del 2010 per un milione e 600mila euro prevedeva infatti proprio le alienazioni come fonte primaria da cui attingere. Sarà quindi necessario trovare un modo alternativo per la copertura del deficit che inevitabilmente dovrà passare dal taglio della spesa, con una conseguente riduzione dei servizi offerti alla città.
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