Il dolore
Fondi gestiti bene, quattro archiviazioni
La Corte dei conti ha escluso il danno erariale per gli ex amministratori Baldi, Fiori e Fortunati e il revisore Petracchi
MONTECATINI. L’inchiesta della Corte dei conti su come vennero impiegati i fondi dell’aumento di capitale, finanziato dal Comune, da parte delle Terme si è chiusa con quattro archiviazioni.
La magistratura contabile inquirente ha ritenuto corretto il comportamento dei vertici della società termale e del presidente del collegio dei revisori contabile non ravvisando danni erariali nella gestione dei fondi pubblici.
Dopo aver esaminato gli atti acquisiti dalla Guardia di finanza e valutate le spiegazioni fornite dalle persone finite sotto inchiesta, la Procura ha deciso che non c’erano elementi per avviare un’azione di responsabilità con richiesta danni optando per l’archiviazione.
Archiviati. Sotto la lente della Corte dei conti erano finiti l’amministratore unico della società in carica dal maggio 2008 al luglio 2009, Giovanni Fiori, il presidente e l'amministratore delegato del Cda precedente, Giulio Baldi e Nicola Fortunati e l’allora presidente del collegio dei revisori dei conti, Franco Petracchi. Per tutti la posizione è stata archiviata.
Il contenzioso. Era stato l’ufficio ragioneria comunale dell’epoca a contestare l'uso dei soldi da parte delle Terme. L’accusa era di non aver spiegato con chiarezza come era stata impiegata parte dei 2,5 milioni di euro.
Aumento di capitale. L’aumento di capitale da 2,5 milioni avrebbe dovuto essere vincolato agli interventi per le Terme Redi.
Ma per il Comune gran parte di quei soldi era stata usata per ripianare buchi di bilancio e per la spesa corrente dell'azienda. E dato che i fondi furono versati dal Comune in due fasi, le Terme comunicarono a suo tempo che 630mila euro erano già stati investiti nei lavori: condizione, questa, per ottenere anche il milione di ricapitalizzazione mancante.
La contestazione. Secondo il Comune, però, solo 230mila euro erano stati effettivamente utilizzati per i lavori, mentre i restanti 400mila sarebbero stati spesi per opere di manutenzione, pagamento di fornitori, contributi, stipendi e altre voci di uscita della contabilità ordinaria.
In definitiva, dei 2,5 milioni iniziali, stando alla ragioneria solo poco più che la decima parte era stata spesa per gli investimenti alle Redi.
Argomentazione non accolta dalla Procura della Corte dei conti che ha escluso irregolarità a carico degli amministratori termali nella gestione dell’aumento di capitale.
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