Il Tirreno

Montecatini

Il Sesana diventa ippodromo stagionale

di David Meccoli

Confermata l’intenzione di Trenno di chiudere le attività di allenamento già a partire dal mese di aprile

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MONTECATINI

«Un ippodromo stagionale, ma vigileremo che ci sia il minimo impatto sui lavoratori». Così il sindaco Giuseppe Bellandi commenta la notizia dello stop all'attività di allenamento (con conseguente chiusura di tutti i box per i cavalli) al Sesana. «Il futuro dell'area? Ancora non si sa nulla».

Che Trenno (società proprietaria degli impianti di Milano e Montecatini) e Snai (la holding del gruppo) facciano sul serio lo conferma il fatto che in questi giorni sono arrivati in forze in città. Rappresentanti della Trenno hanno incontrato i lavoratori, mentre l'amministratore delegato della Snai, Stefano Bortoli, si è visto con il sindaco. Sul tavolo il futuro dell'ippica montecatinese: proprietari, guidatori, dipendenti, appassionati e anche cavalli.

Ai dipendenti (di pista e degli uffici) sarebbe stato detto che Trenno ha deciso di rinunciare alla convenzione con l'Unire (l'ente che gestisce l'ippica in Italia) per i centri di allenamento e di conseguenza ai finanziamenti. Quindi il 1° aprile i quasi 300 cavalli attualmente di stanza al Sesana dovranno trovarsi un’altra sistemazione. In pratica chiude il centro di allenamento e restano solo le corse (si spera almeno quelle…). Di conseguenza anche contratti e orari dei lavoratori verranno “rimodulati” (e si parla di drastici tagli al monte ore settimanale).

«Snai – dice il sindaco piuttosto sconsolato, da grande appassionato ippico – mi ha correttamente avvertito delle sue intenzioni. Il Sesana diventerà un ippodromo di sole corse e non più anche un centro di allenamento. Questa strada, a loro dire, è l'unica che può garantire un futuro all'attività, visto che non ci sono più soldi e serve una forte riduzione del deficit societario».

Al primo posto nei pensieri del sindaco c'è il mantenimento del lavoro per i dipendenti e l'indotto. «Questa è la mia principale preoccupazione – afferma – e seguirò le trattative tra azienda e sindacati. Ho chiesto all'Ad di Snai che l'impatto sui lavoratori sia il più contenuto possibile, loro intenzione è comunque di non licenziare nessuno. E ho coinvolto anche la Regione».

Sul futuro dell'area non si sa però ancora niente. «Non ne abbiamo parlato – dice il sindaco – ma certamente utilizzeremo gli spazi per attività e manifestazioni per mantenere vivo l'ambiente. Speculazioni edilizie? L'area è vasta e per le sole corse ne basta una parte. Ma su questo non mi hanno detto niente».

Vie d'uscita immediate sembrano non essercene. «Si potrebbe dire – riflette Bellandi – che tre ippodromi di trotto in Toscana sono troppi. Ma quale dovrebbe chiudere? Firenze, Follonica o Montecatini? Ognuno difende il suo impianto. Per noi è di fondamentale importanza e lo tuteleremo».

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