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Alloggi, fondi e scuole così pagheranno l’Imu

di Pietro Barghigiani
Alloggi, fondi e scuole così pagheranno l’Imu

Il vescovo De Vivo: «Sbaglia chi pensa a grandi gettiti, non cambierà niente» Gli ordini religiosi presenti nella gestione di case di riposo e istituti privati

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«Sbaglia di grosso chi pensa che con l’Imu sugli immobili a uso commerciale di proprietà della chiesa arriveranno grandi cifre. A mio avviso le cose non cambieranno granché».

Non lancia anatemi contro l’introduzione dell’obbligo di pagare l’Ici-Imu su tutto quello che non ha una destinazione religiosa, il vescovo della diocesi di Pescia, monsignor Giovanni De Vivo.

«Non si può sfuggire all’Ici» annuncia con serena rassegnazione il religioso che accoglie con favore una nuova disciplina «perché la chiarezza va bene, magari in passato non è stato tutto limpidissimo, ma da anni la situazione è a posto».

Il gettito stimato a livello nazionale è di circa 600 milioni a favore dei Comuni. «Sento e leggo di ipotesi fantasiose, tipo 2 miliardi di euro – afferma De Vivo –. Siamo davvero lontani dalla realtà. E per la diocesi locali le somme sono proprio contenute».

Con la novità del governo Monti scatta l’obbligo di dichiarazione Imu, ma soprattutto a non pagare saranno solo gli immobili utilizzati a fini completamente no profit. Attività considerate commerciali vanno dichiarate, con i metri quadrati “profit” indicati su cui pagare poi l’imposta municipale unica.

Fondi e case. Su Pescia la diocesi ha in affitto tre piccoli fondi e due appartamenti all’interno del convento della Visitazione che, tra l’altro, è sul mercato con un’offerta di 6,5 milioni di euro per mille mq interni e 10mila di giardino. «Qualcuno si è fatto avanti – spiega il vescovo – ma per l’immobiliare i tempi sono bigi». Ma il vero polmone finanziario della curia è l’istituto di sostentamento del clero, la cui funzione è quella di produrre reddito per le esigenze ecclesiastiche.

«Se c’è un ente che paga l’Ici è proprio quello – sottolinea monsignor De Vivo –. Lo ha sempre fatto e, quindi, non ci saranno cambiamenti con l’Imu. La Caritas, di cui sono presidente, è un ufficio della diocesi privo di proprietà e usufruisce dei fondi dell’8 per mille. Si parla tanto di Chiesa, ma la situazione viene vissuta anche da onlus, partiti e sindacati». In Valdinievole sono due i settori in cui la Chiesa è presente con i suoi servizi: scuole e case di riposo. E in questi casi non ci sono esenzioni.

Scuole.Ecco gli istituti gestiti da ordini religiosi: liceo della comunicazione "Don Bosco", scuola paritaria, via Garibaldi, 58 Montecatini; scuola elementare "Don Bosco", scuola paritaria, via Garibaldi, 58 Montecatini; istituto San Giuseppe, scuola paritaria, via Montebello, 51 Montecatini; scuole materne, istituto suore Passioniste, via San Bartolomeo, 71 Montevettolini; scuola materna parrocchiale, via Roma 56 Chiesina; materna Santa Maria Assunta, via Squarciabocconi, 3 Castellare di Pescia; materna "Cecchi" via Giusti, 7 Ponte; asilo d'infanzia; piazza Anzilotti Pescia; asilo infantile Cappelli & Grazzini, via Matteotti, 27 Monsummano.

Case di riposo. Istituto Don Bosco (Fondazione Diocesana) Villa Matilde, via Galilei 18 Pescia; Domus Pacis, via Mammianese, 207 Marliana; istituto San Giuseppe (Piccole Figlie di San Giovanni Gualberto), via San Giuseppe, 15 Pescia; casa di riposo San Francesco d'Assisi (Suore Francescane d'Ognissanti), via Martini Montecatini Alto; Casa di Accoglienza "Madonna del Buon Consiglio" (Opera della Parrocchia, via Bettino Ricasoli, Ponte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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