Sicurezza
La pulizia degli argini verrà affidata ai soggetti più deboli
Progetto di Consorzio, Caritas, Auser e Comune per cogliere due opportunità in una volta sola
PESCIA. Dare un lavoro a chi ne ha più bisogno e tenere pulito un bene prezioso come il fiume Pescia.
È un progetto in cui tutti hanno da guadagnare quello che coinvolge il Comune di Pescia, la Caritas, il Consorzio di Bonifica e l’Auser. Un progetto per salvaguardare un bene comune e per aiutare le cosiddette fasce deboli, due obiettivi diversi fra loro che, con un po’ di fantasia, spirito d’iniziativa e soprattutto collaborazione, è stato possibile coniugare.
«Da tempo – dice Franco Fambrini, direttore del Consorzio – fra i nostri obiettivi c’è la realizzazione dei percorsi fluviali. Da anni lavoriamo per la sistemazione degli argini dei fiumi e abbiamo ottenuto importanti risultati, notando come anche gli stessi cittadini abbiano riscoperto il piacere di una passeggiata lungo il fiume. In questo modo non è stato possibile soltanto ridare alla gente un pezzo di territorio, ma anche garantire una maggiore sicurezza idraulica, poiché la fruizione continua da parte della popolazione ci ha imposto un continuo monitoraggio e anche una continua attenzione agli argini. La nostra volontà però è quella di migliorare ancor di più il servizio. Ed è qui che si inserisce la collaborazione del Comune, della Caritas e delle associazioni. Per garantire un maggior monitoraggio e una continua pulizia del parco fluviale pesciatino ci appoggeremo all’ausilio di un soggetto appartenente alla categorie delle fasce deboli».
Ed è così che una persona socialmente svantaggiata potrà trovare un’occupazione in un periodo in cui anche chi svantaggiato non è fa fatica a inserirsi nel mondo del lavoro. Il compito da assolvere, per 15 ore settimanali, sarà tenere pulito il lungofiume e di segnalare eventuali problemi».
«Mi preme sottolineare – aggiunge il sindaco di Pescia Roberta Marchi – due aspetti importanti: in primo luogo il fatto che la volontà di collaborazione rappresenta un’incredibile risorsa per il territorio, sulla quale si deve continuare ad investire e a puntare, soprattutto in un momento in cui sono proprio le risorse quelle che vengono a mancare. È bene poi sottolineare l’importanza che rivestono azioni mirate all’inclusione sociale. Dare anche una piccola opportunità a persone che si sentono escluse dalla società, facendole sentire utili e parte attiva di un progetto, a volte può significare ridare vita e speranza».
«Sono anni che il Comune – dice l’assessore Silvia Corradini – è impegnato nella formazione e nell’aiuto delle fasce deboli. Solo nel 2011 grazie al progetto Mentor sono stati ben 23 gli inserimenti lavorativi effettuati».
Grande soddisfazione è espressa anche da Antonino Ruggiero della Caritas. Sarà proprio quest’ultima ad erogare il contributo al soggetto che parteciperà al progetto, grazie a un finanziamento della Fondazione Caripit: «Spero che quest’iniziativa possa rappresentare un esempio per altri enti, affinché tutti capiscano che se ognuno desse un contributo il carico per tutti verrebbe ridotto, a fronte di tanti vantaggi».
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