Italia
Maggioranza compatta in difesa di Checchi
PESCIA Non si fanno attendere le repliche della maggioranza sul caso Checchi, il consigliere comunale condannato a 2 anni e 8 mesi per abuso d’ufficio, e al centro degli interventi polemici dell’oppos...
PESCIA
Non si fanno attendere le repliche della maggioranza sul caso Checchi, il consigliere comunale condannato a 2 anni e 8 mesi per abuso d’ufficio, e al centro degli interventi polemici dell’opposizione.
«Merita a malapena una risposta – si legge su una nota del Pdl di Pescia indirizzata alla minoranza di centrosinistra – l’attacco rozzo e ipocrita che il cartello delle sinistre unite solo nell’odio, ha sferrato nei confronti della vicenda giudiziaria di un consigliere comunale. Con disgustoso cinismo non si esita a sfoderare il peggior istinto forcaiolo, senza alcun rispetto per la vicenda umana di una persona che da tanti anni tutti conoscono per la serietà dell’impegno politico e professionale. Una persona per la quale non solo secondo noi, ma secondo la costituzione, vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. In realtà il vero obbiettivo rimane la maggioranza, oggetto di continui attacchi da parte di chi non ha mai accettato il risultato elettorale, e rosica oggi per l’adozione di un atto di portata storica come il piano strutturale. Per questo, invece di guardare in casa propria e ce ne sarebbe bisogno, si preferisce ricorrere allo sciacallaggio, e alla diffusione strumentale del dubbio, adoperati come unico collante per una sinistra allo sbando che stenta a far decollare una proposta politica accettabile, impegnata com’è in operazioni di cannibalismo interno. Meglio secondo tradizione tentare di imporre la virtù, ovviamente agli altri, ergendosi a tribunale speciale, prima ancora di conoscere le motivazioni della sentenza».
Si rivolge invece al consigliere ex Fli Marco Ardis - che era intervenuto sulla vicenda - il presidente del consiglio comunale Oliviero Franceschi: «Credo che non sia il caso di accettare lezioni di moralità politica da chi, in 2 anni e mezzo non, ha ancora trovato un “basto che gli entri”. Ardis si decida anche su questa vicenda: garantista, ma chiede un passo indietro, si augura che tutto si risolva (solidarietà pelosa), ma accusa Checchi di essere il predicatore della maggioranza su questioni urbanistiche».
«Allora consigliere Ardis – continua Franceschi – visto che vuol insinuare a rimorchio dei suoi colleghi di minoranza di Pd, Rifondazione e Pescia Democratica, il sospetto che atti della maggioranza siano viziati da un voto poco trasparente, chiedo cortesemente, visto che è un garantista convinto, se è a conoscenza di atti che possano in qualche modo avere rilevanza invalidante per il proseguo degli atti urbanistici in itinere. Ce lo dica, così saremo in grado di garantirci anche noi, altrimenti smetta di cercare un consenso su una vicenda su cui io ho avuto il coraggio di parlaree direttamente all’interessato, mentre lui, per le sue rivalse, si accoda a gruppi di minoranza di sinistra, divenendone ormai la quarta colonna (e questo non gli fa certo onore)».
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