Proteste
Parlanti è libero, stamani torna a casa
Libero il giorno di San Valentino, di nuovo a casa nella tarda mattina con i familiari in via Baragiola. Era il luglio 2004 quando la libertà per Carlo Parlanti diventò un bene negato
MONTECATINI. Libero il giorno di San Valentino, di nuovo a casa nella tarda mattina con i familiari in via Baragiola.
Era il luglio 2004 quando la libertà per Carlo Parlanti diventò un bene negato dalla giustizia americana che lo ha condannato a 9 anni per stupro e sequestro di persona nei confronti della ex convivente Rebecca White. Una sentenza controversa sulle cui prove d’accusa ritenute false e contradditorie sono stati scritti libri e presentate interpellanze parlamentari. Un movimento di opinione che non ha intaccato il moloch Usa. Carlo Parlanti, 47 anni, manager informatico, ha scontato l’85 per cento della sua pena e da ieri è un uomo libero, indesiderato negli Stati Uniti, ma immerso nella gioia dei suoi familiari che possono riabbracciarlo dopo un’esperienza che lo ha indebolito nel fisico, ma reso di una tempra d’acciaio nell’anima.
Quando iniziò il calvario giudiziario concluso con la liberazione anticipata e il divieto a non mettere piede negli Usa per 5 anni, Carlo non aveva ancora 40 anni. Nel luglio 2004 e all'aeroporto di Dusseldorf venne arrestato su mandato di cattura internazionale. Meno di un anno dopo, nel giugno 2005, il trasferimento in un carcere della California dove il manager, alle prese anche con seri problemi di salute, non ha mai abbassato la testa contro quella che ritiene la più grande ingiustizia che una persona possa subire, vedersi privare della propria libertà da innocente.
Pietro Barghigiani
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