Sicurezza
Il Fisco scaccia i clienti dagli autosaloni di lusso
«È veramente terribile. Il sistema ci ha praticamente tolto la possibilità di commerciare. Abbiamo perso il 95% di vendite. Da un lato le persone che potrebbero permettersi l'acquisto
MONTECATINI. «È veramente terribile. Il sistema ci ha praticamente tolto la possibilità di commerciare. Abbiamo perso il 95% di vendite. Da un lato le persone che potrebbero permettersi l'acquisto di queste auto, evitano accuratamente di compiere una simile spesa, dall'altro quelle che le posseggono già preferiscono lasciarle nascoste in garage o le rivendono. È diventata un'Italia grigia».
Con queste parole un noto rivenditore montecatinese di “rosse” e di Porsche descrive la situazione attuale. Preferisce non svelare il proprio nome, temendo lui stesso controlli troppo pressanti. L'effetto fisco c'è e si fa sentire. Ormai è sempre più raro vedere circolare le supercar. In molti preferiscono un'auto meno vistosa e restituiscono il proprio bolide con effetti devastanti per il settore delle vetture di lusso. Non solamente gli evasori, ma anche coloro che pagano regolarmente le tasse temono ripercussioni nel guidare il proprio “gioiellino”.
«Già dall'anno scorso gli affari hanno iniziato ad andare male - prosegue il nostro interlocutore - adesso però è tutto bloccato. Chi magari ha lavorato una vita intera per togliersi una soddisfazione, dovrà rinunciare al suo sogno di avere una Ferrari». Non è necessario infatti essere un Paperon dei Paperoni per permettersi il “cavallino rampante”. Le cifre variano dai 15mila euro per un vecchio usato, per salire fino a 300mila euro. La gamma è alquanto vasta, ma al momento niente si smuove. Emblematici i casi di due signori, raccontati dal nostro venditore. Il primo ha messo inutilmente da parte i risparmi fino alla pensione: non comprerà più la tanto sognata Ferrari 208 da ventimila euro. Il secondo, invece, giunto con la moglie a Montecatini da Lucca con la sua berlinetta 355 voleva effettuare uno scambio con una Ferrari 430 Spider. È stato fermato dalla Finanza, è rimasto seccato dal modo in cui è stato trattato ed ha cambiato il suo proposito. «Su 10 potenziali acquirenti, 8 sono scoraggiati - conclude il commerciante - i controlli devono esserci, ma forse questa modalità è sbagliata. Ormai siamo contattati solamente dall'estero. Francesi, Belgi, Tedeschi, Svizzeri ci telefono e ci inviano mail perché sono a conoscenza del momento critico e sanno che i prezzi sono dimezzati e inflazionati».
Le tante foto appese alla parete del salone con Maserati, Ferrari di ogni modello e Porsche ed i loro proprietari di fronte alle Terme, in corso Roma e corso Matteotti sembrano essere un ricordo ormai lontano.
Elena Guerri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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