La manifestazione
Fallimento Sasch, beni sequestrati dal giudice
Raggiunto dal provvedimento del Tribunale di Prato anche Annibale Viscomi Il commercialista montecatinese era presidente del collegio dei revisori
PRATO
Eseguito il sequestro preventivo dei beni a tutti gli amministratori e ai sindaci revisori delle aziende Sasch spa e Go Fin spa, su richiesta dei curatori fallimentari, in vista di una richiesta di responsabilità civile degli amministratori. Tra questi risulta anche il montecatinese Annibale Viscomi, commercialista storico dei Cenni e presidente del collegio dei revisori. Il valore dei sequestri non è stato quantificato, ma si sa che nell’atto di notifica riguardano un valore massimo di circa 82 milioni di euro.
Secondo i curatori fallimentari, gli amministratori che si sono succeduti alla guida dell’azienda di abbigliamento e della holding non hanno avuto un atteggiamento da “buon padre di famiglia” o, per usare il nuovo concetto espresso nel codice civile, “una diligente amministrazione”.
Sui numeri e sulle responsabilità dei vari amministratori si approfondirà il 23 febbraio quando è stata fissata la data dell’udienza con tutte le parti coinvolte e con i loro avvocati.
Di fatto una presunta malgestione che, oggi, porta al sequestro ed è illustrata nelle trentatré pagine del’atto di sequestro firmato da uno dei giudici del Tribunale di Prato. Gli «atti oggettivi» che configurano una gestione dell’azienda non diligente e che sono alla base del provvedimento sono diversi (quasi tutti legati ai rapporti con le partecipate estere e ai rapporti commerciali con vari paesi del mondo) ma i principali sarebbero l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’ormai noto cliente russo e la gestione del marchio Sasch.
Per quanto riguarda i rapporti con la Russia, l’atteggiamento evidenziato è la scelta di continuare a comprare abiti e a rivenderli al cliente russo senza ottenere (e richiedere ufficialmente) pagamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google